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7 lug 2014

Borghese-Intervista al cantautore 2.0

Quanto è importante, o penalizzante, essere un musicista del centro Abruzzo?
È importante perché sai che tutto quello che riesci a ottenere è frutto quasi solo del tuo impegno e della validità del tuo progetto. è penalizzante per lo stesso motivo: sapere di vivere ai margini di un circuito che è fondamentale per muoverti bene nell'ambiente è frustrante se pensi che hai lavorato bene e che il tuo progetto è valido perché hai la consapevolezza che raccoglierai un terzo di quello che avresti raccolto se fossi a Roma o Milano.

27 mag 2014

Il Concertino del Primo Maggio

La CISL, uno dei sindacati promotori del Concerto del 1° Maggio a Roma, in occasione dello stesso, con un tweet lanciato dalla propria pagina ufficiale, ha deciso di denigrare il “concorrente” concerto di Taranto. ”Folla immensa di giovani a San Giovanni. Con tutto il rispetto, il concerto di Taranto appare come una saga paesana”. 
Prima di metabolizzare il vergognoso messaggio ho dovuto praticare diversi esercizi di mantenimento del controllo, poi è subentrata l’ironia ma alla fine, scongiurato un brutto scherzo da parte di qualche simpatico del web, il mio stato d’animo è diventato tetro. Non per il fatto che sia stata attaccata la concorrenza nel modo più spietato e vigliacco possibile visto che siamo a conoscenza del background culturale misero dei vertici di queste “stimate” organizzazioni.

10 mag 2014

Un mese di musica nonostante la crisi

È stato un mese più che positivo per la musica della Valle Peligna nonostante l’ombra grigia delle prossime votazioni regionali e il malcontento dei giovani sempre più lasciati marcire nella remota speranza di un futuro ancora possibile tra queste montagne. 

Parliamo di musica, però, e facciamolo con una carrellata di bellissimi eventi che hanno visto i nostri artisti protagonisti assoluti. Vi avevamo già parlato nello scorso numero di Dott. Quentin e l’avventura pescarese con gli Zen Circus; la serata è stata, senza troppi giri di parole, una bomba. Il pubblico (500 paganti!) acclamava il nostro Dottore nel migliore dei modi, soddisfazione enorme sia per lui sia per la sua patria. Indiscutibilmente una delle migliori promesse della musica alternativa locale con tanta è strada davanti. Altro evento di tutto rispetto è da considerarsi il concerto organizzato da Streetambula con la partecipazione della TouchClay Records (etichetta discografica di Popoli) del cantautore Borghese (con l’opening act dell’onnipresente Dott. Quentin) presso il Millennium Club di Pratola Peligna. Una quantità di gente che non si vedeva da tempo all’interno di un locale pratolano per un evento di musica rigorosamente live. Anzi, musica e cultura, considerando la partecipazione con tanto di banchetti espositivi dei giornali Parle Serie e Edizione Straordinaria. Perché, se per qualcuno le cose ancora non fossero chiare, il movimento culturale peligno è alle stelle; tanti concerti settimanali gratuiti e informazione mensile libera, come non si era mai visto prima. Soddisfazione anche per gli À L’Aube Fluorescente che tirano fuori un video in esclusiva su Rockambula, capace di macinare tantissime visualizzazioni in pochi giorni. Il brano è “Brand New Stupid Words” di cui vi consiglio vivamente la visione, cercatelo su You Tube, è gratis. Passo importante anche per i giovanissimi rocker The Old School che hanno presentato il loro Ep Son of a Rocker; la band in Agosto sarà in tour in Olanda grazie alla vittoria del concorso Rock Tour 2014. Tante soddisfazioni che non fanno altro che incrementare la voglia di rimanere a vivere da queste parti, alle istituzioni il dovere di creare una situazione sostenibile per continuare a essere fieri di sentirsi abitanti della Valle Peligna. Purtroppo di sola arte non si vive quasi mai ma almeno con la musica qualche volta si riesce anche a sognare.

Riccardo Merolli



3 apr 2014

Sixty Drops, il Trip Hop Made in Pratola Peligna

I Sixty Drops suonano Trip Hop, hanno prodotto da poco il loro Ep d’esordio Zodiac e sono miracolosamente una band della Valle Peligna. La culla del progetto è Pratola ed esattamente vedono la luce dentro gli studi del mentore Salvatore Carducci. 

Questo raffinato progetto vede la partecipazione di Jacopo Santilli (A’ L’Aube Fluorescente), Daniele Vergni (Borderlike, SlowMotion, SMS con Miro Sassolini dei Diaframma), Ludovica Mezzadri (Straphon) e Salvatore Carducci appunto. Il Trip Hop è un genere caratteristico degli anni Novanta che miscela basi elettroniche, Jazz, Rock, Rap e House e gruppi mondiali come Massive Attack, Portishead e Tricky ne sono i massimi esponenti. Musica d’avanguardia insomma, con un livello artistico sopra la media. I Sixty Drops sono una sorpresa del panorama musicale e culturale indipendente italiano e l’anteprima streaming del disco, per Rockambula Webzine, ha riscosso un grande successo di ascolti e di critica. Perle messe al servizio di tutti con estrema semplicità considerando che l’Ep, composto di “Nelumbium”, “Down the Light Zone” e “The Japanese Sundance”, è in ascolto e free download sul loro canale Soundcloud.  Cercateli, godetevi la loro musica e scaricate gratuitamente, ne vale decisamente la pena.

23 feb 2014

musica

The Old School conquista l’Olanda e Dr. Quentin aprirà agli Zen Circus



The Old School, band Peligna ormai celebre in zona, continua ad accaparrarsi riconoscimenti importanti nei confini nazionali e anche oltre. Dopo essersi piazzati al quinto posto nelle finali nazionali di Sanremo Rock, posizione che permetterà alla band di giocarsi un posto alla grande manifestazione del 2015 di Sanremo Giovani, i ragazzi sono stati selezionati fra centinaia di band nel contest on line Rock Tour per intraprendere una serie di concerti nel nord Europa, Olanda nel loro caso. Rock Tour è un concorso organizzato dall’associazione milanese Stage Alive; ai vincitori selezionati è messa a disposizione una vacanza/tour di cinque giorni comprensiva di tutte le spese di viaggio, alloggio e backline per i concerti.

22 gen 2014

Musica

Happy Birthday Grace, è stato bellissimo.

La sessione invernale di Streetambula, a essere fighi chiamata “Happy Birthday Grace”, è passata proprio quando l’inverno apriva le sue porte. Lo scorso 21 dicembre al Caffè Palazzo di Pratola Peligna quattro band geograficamente sparse su tutto il territorio nazionale si giocavano (ma questi sono solo stupidi particolari) la possibilità di partecipare al disco tributo per i vent’anni dell’album Grace di Jeff Buckley promosso dagli studi QB Music di Milano. Le quattro band pre-selezionate dallo staff di Rockambula Webzine sono state per ordine di esecuzione i Two Fates di Colonnella (Abruzzo), Dr. Quentin (Pratolano DOC), i Droning Maud (Lazio) e i Caligo (Liguria). Durante l’esibizione oltre a pezzi inediti doveva essere proposta una reinterpretazione di un brano di Jeff Buckley (attenzione a nominare la parolaccia cover!).

23 dic 2013

Musica

La Casa della Musica, una struttura grandiosa alla portata di tutti.

La Casa della Musica di Pratola è una struttura che lascia un sapore dolce sulle labbra delle persone che la frequentano o la visitano, un complesso dedicato alla musica in tutte le sue forme. Trovare qualcosa del genere in un raggio di cinquanta chilometri è cosa impossibile. Siamo andati a renderci conto delle potenzialità e delle attività di questa “Casa” e a farci gli onori abbiamo trovato il signor Quintino Zavarella, presidente anche della Banda di Pratola Peligna. All’interno troviamo spazi ben definiti e assegnati che Zavarella inizia a mostrarci con estrema passione e attenzione. 

23 nov 2013

Musica

Indelirium Records, dieci anni e non sentirli

Ci sono delle realtà della nostra valle che rimarrebbero sconosciute ai più se non fosse per i traguardi raggiunti negli anni. L’etichetta discografica indipendente Indelirium Records del “localissimo” Emiliano Amicosante compie dieci anni di attività. 

22 ott 2013

Musica

 Quattro baldi giovincelli che fanno un buon vecchio (e sano) Rock'n'Roll! Un po' di
Beatles, un po' di Elvis e altri mattacchioni del genere”. Cosi si definiscono The Old School, una delle band di punta del panorama indipendente della Valle Peligna. Niccolò, Mario, Giovanni e Luca sono ormai una realtà affermata, nonostante la giovanissima età. Il loro segreto sta tutto nell’energia e nella metodica perfetta durante le esibizioni live, nella scelta di un genere oggi tornato tanto in voga grazie alle sue ritmiche travolgenti, nella tecnica sopra la media dei quattro ragazzi trattandosi di ventenni e nella scelta di puntare anche sulla composizione di pezzi originali, oltre che di cover. Scelta che lascia presagire la necessità espressiva e la voglia di andare oltre i tanti live in regione e magari fare breccia nel cuore di un pubblico più ampio."

22 mag 2013

Musica


Perché R Sunemm sempre la stessa canzone?

Che fine hanno fatto le giovani band della nostra zona(Valle Peligna e dintorni)? Io ne vedo sempre meno, se togliamo quelle formate dagli ormai insaziabili "dinosauri" del settore, non c’è quasi più niente da dire (eccezione fatta per qualche piccolo caso che fortunatamente esiste); una povertà artistica tale da spalancare le porte a scellerate cover band alla conquista del mondo. Loro hanno la pellaccia dura e non scompariranno mai, anzi, trovano il loro ambiente ideale per svilupparsi e moltiplicarsi a dismisura. Autentico terrore per il gusto. Non vorrei mettere il dito nella piaga e passare per quello che odia le cover band, ma siete andati all’ultima edizione dell’Innominato Festival di cover organizzato dalle nostre parti? Siete riusciti a superare vivi e vegeti tutte le tribute band che si esibivano senza ricorrere a tavor o pozioni magiche? Allora siete dei duri e meritate il Guinness Word Record della pazienza. Dove stanno i Desio Presutti degli anni dieci? Capaci di portare avanti almeno sei o sette progetti musicali contemporaneamente? Forse ne abbiamo perso la memoria, lo smalto, siamo troppo imbambolati davanti a pc e derivati da lasciarci togliere il pane di bocca da falsi (non) d'autore e improvvisati Disc Jockey dalle dubbie capacità. Qualcosa sta cambiando pericolosamente attorno a noi e non riusciamo a cogliere il nocciolo della questione, io ci ho provato e riprovato e alla fine penso che la colpa sia di Berlusconi, sicuramente è colpa sua se ai ragazzi non importa nulla di mettersi in gioco, di valorizzare le proprie capacità espressive e perché no comunicative. Non intravedo luce e Berlusconi questa volta deve pagare il fatto di averci tolto personalità e carattere, di averci sconvolto talmente tanto da non farci più alzare la testa. Bene, il discorso è sempre lo stesso sia se siete punk e ascoltate Johnny Cash (e questo per me rimane un mistero della vita) sia se siete tecno fighetti e limonate con Gigi D’Alessio, tirate fuori quello che avete dentro senza che siano gli altri a imporvi quello che dovete fare per il solo gusto di essere compiaciuti da “giudici” senza valore. E per rimanere nell’ambito della vecchia guardia un evento della SS Madonna della Libera (appena trascorsa) si chiamava R Sunemm, chissà perché non si è chiamato Sunemm? A voi le conclusioni.

P.S. ma si può intonare “sua Santità El Diablo, 666” sotto la Chiesa alla festa della Madonna? Non lo avrei mai detto…

Riccardo Merolli

22 feb 2013

Musica



Non tutti i Dj sono il “Male”

I Dj set ci sono sempre stati, la crisi economica li ha raddoppiati e improvvisati ma ci sono sempre stati. Senza scendere troppo nel particolare, evitando di aprire una discussione tra il Dj musicista (creatore) e quello selezionatore di brani, diamo voce ad uno dei più rappresentativi Dj della nostra valle facendo qualche domanda a Franco Sambuco alias L’Elettronica del Male, per cercare di capire con lui l’intenzione di questo enigmatico e affascinante progetto dal nome inquietante.
Bene Franco, quale ruolo hanno i dj nella musica?
«Credo dovrebbero avere la capacità di ricercare sonorità che possano avere un ampio margine, nella ricerca, nella sperimentazione...ma poi, con rammarico, noto che spesso accade che si limitino ad un mero e vuoto intrattenimento».
L'elettronica del Male, un nome che vuole essere una provocazione oppure è la rappresentazione del nostro status attuale?
«Forse entrambi, penso spesso alla Fascinazione che il MALE ha magari nel cinema e nella letteratura, o più semplicemente nella standardizzazione degli adolescenti di oggi...ma è un concetto che meriterebbe, credo, più tempo e attenzione. E poi, comunque, L'Elettronica del Male suona proprio bene, te l'immagineresti, L'Elettronica del Bene? ».
In effetti hai ragione il bene non trova quasi mai giustizia, pensi che le cover band (diffusissime oggi) siano il male della cultura musicale? Oppure andrebbero bacchettati i locali che non hanno (giustamente visti i tempi) nessuna voglia di rischiare?
«Penso che il problema sia nella mancanza di cultura in generale, credo che le nuove generazioni ignorino l'Essenza della musica, penso ai vari Joplin, Hendrix, Morrison...a mio parere è Woodstock il fulcro di tutto, l'anima della musica. Poi ok, se ci sono ragazzetti che amano fare pezzi conosciuti, va bene, facciano pure. Il problema sta nell'assenza di creatività, perché non si conoscono i paradossi, non si conoscono le provocazioni. A scuola io, farei studiare Dario Fo! I locali se la cavano col karaoke tanto... ignoranti e conformisti, come li vuole il sistema».
Siamo arrivati alla fine. A chi è rivolta l'elettronica del male?
«L'Elettronica del Male, in fondo, punta al concetto di Bellezza, come solidarietà, come aggregazione, come tolleranza. E al Sublime. La parte più bella, per me, nel mio piccolo, quando metto musica, non sono le 3-4 ore di elettronica, ma l'ouverture, con un brano di Morricone».

Grazie Franco, L’Elettronica del Male dovrebbe essere un motivo sul quale riflettere e prendere spunto per una giustificazione musicale (culturale) basata sulla creazione artistica al di fuori di ogni singola selezione di dischi fatta solo per accontentare il popolo sempre meno attento alla bellezza delle cose.

Riccardo Merolli

22 gen 2013

Musica


Le Cover Band che uccidono la cultura!

Nei primi anni 20 l'industria musicale iniziava a percorrere i primi passi in un mondo molto diverso dall’attuale; la storia è ben nota a tutti e la “cultura musicale” era aperta a una ristretta cerchia di persone più o meno facoltose che ne manipolavano la diffusione, un club esclusivo per gente interessata quasi totalmente alla musica classica dei grandi maestri compositori del passato che sceglievano a proprio gusto (censure politiche a parte) quello che doveva o non doveva essere ascoltato. In questo caso si verificava che l'ascoltatore era molto più appassionato al pezzo e molto meno al musicista e i primi colossi dell'industria discografica  premevano per avere determinate canzoni piuttosto che determinati artisti. Insomma, le innovazioni non importavano a nessuno e gli interpreti (attuali cover band nel nostro caso) dettavano legge appoggiati da un mercato musicale fermo da tantissimi anni.  Una decina di anni dopo con la diffusione della musica in radio le cose cambiano e il cantante/autore assume una propria identità e fama, tutti possono ascoltare musica (o quasi, sempre radio permettendo) e la voglia  di far conoscere canzoni proprie prende il sopravvento sulla staticità delle interpretazioni. Una svolta culturale importantissima.  Nel 2013 internet permette alla musica di arrivare a chiunque e ad ogni artista più o meno noto di esprimere la propria arte bella o brutta che sia e di dare voce alla propria abilità compositiva. Cosa c'è di più bello per un artista se non creare per firmare le proprie produzioni? Arriviamo subito al succo del discorso, musicalmente parlando ovviamente, molta pigrizia porta scarsa voglia di esprimersi e quindi molto stallo culturale, quindi molta ignoranza. Si verifica che in certe zone geografiche ben definite il prolificare di cover band raggiunge proporzioni disarmanti e un educazione alla musica "nuova" praticamente azzerata, si potrebbe paragonare anche con l’andamento economico ma il discorso diventerebbe troppo lungo. La nostra Valle Peligna, ma anche la nostra regione soffre di questa brutta malattia in maniera quasi irreversibile, non esistono locali disposti ad accogliere band “originali” e tutte le poche manifestazioni sono indirizzate e monopolizzate da insoddisfacenti e piattissime associazioni favorevoli sia per facilità di realizzazione che di riuscita dell’evento all’estenuante esibizione di cover band. Riproduzioni scellerate dell'originale; sicuramente vi sarà capitato di vedere tribute band composte da quindicenni convinti di aver vissuto Woodstock senza la minima idea sociologica e culturale di quel periodo, una sorta di adagiarsi sugli allori; la paura di mettersi in gioco è talmente forte da creare arte contraffatta, regna l’insoddisfazione musicale e coverizzare qualcosa di noto e ultra conosciuto crea quella piccola voglia di riscatto. A volte entrano talmente nella parte da sembrare quasi gli autori delle loro esibizioni. Troverai sempre qualcuno che viene per ascoltare pezzi dei Deep Purple, il problema è che quella gente non è venuta per te, fotocopiatrice molto difettosa e arrogante, è venuta per ascoltare l’ovvietà mettendo a tacere la voglia di curiosità. La lacrimuccia scende amara e non per loro ma per quelli che vogliono vivere la musica in maniera vera, sincera, originale. I locali non rischiano e di questi tempi come dargli torto, la musica perde valore e la cultura regredisce in maniera vertiginosa in confronto ad altre realtà italiane ma soprattutto europee dove la musica suona completamente diversa. I nostri giovani nascono già vecchi o invecchiano precocemente senza stimolo e senza voglia di mettersi in gioco esprimendo quello che portano dentro? Pensiamo a un colpo di coda decisivo, bisognerebbe soltanto cercare di non rimanere catalogati ad ascoltare tutto quello che vogliono farci ascoltare, bisognerebbe soltanto attivare la nostra curiosità e la maggior parte del gioco è fatto. Per ogni cover band che suona un musicista nel mondo perde coraggio e voglia di confrontarsi con queste realtà desolanti e profondamente tristi.

Riccardo Merolli



18 dic 2012

Musica




La “nuova onda” dei Christine conquista l'Europa.

Succede anche che una band nata cresciuta e pasciuta nella caspica Valle Peligna vada con successo alla conquista dell'Europa musicalmente d'èlite, un mini tour europeo tra Francia e Germania per portare la loro goth Music ovunque sia possibile farlo. Loro sono la band ormai più nota del centro Abruzzo e forse non solo, loro sono i Christine Plays Viola, quelli formati da Desio Presutti di Pratola Peligna al basso, Daniel(8)e Palombizio sempre di Pratola Peligna alla batteria, Fabrizio Giampietro di Sulmona alla chitarra e l’unico straniero ormai adottato Massimo Ciampani di Teramo alla voce.  Bene bene, questa è senza ombra di dubbio una soddisfazione alla quale non possiamo certo tirarci dietro, una soddisfazione nata dalla passione per la musica di ragazzi che nonostante tutto hanno deciso di scrivere, comporre e suonare canzoni in una stanza nel centro storico di Pratola Peligna. Soddisfazioni che portano i Christine Plays Viola a fare il sold out in un locale di Parigi e avere consensi talmente forti in Germania da essere in lizza per diventare, secondo una rivista di settore tedesca, "Static Magazin", la migliore realtà emergente (nel loro genere) dell'anno 2012. Scusate se è poco.
Torniamo al tour e vediamo le date consumate nello scorso mese di Settembre: Epplehaus Tübingen (GER), Le Klub Paris (FR), Area51 Hilden (GER), La Cantine De Belleville Paris (FR), Campus Noir II Ilmenau(GER). Il frontman della band Massimo Ciampani racconta con queste parole l’emozione vissuta durante i concerti: “E’ stata un’esperienza fantastica e notevolmente positiva per l’accoglienza riservata alla band,  per la notevole partecipazione del pubblico, per la professionalità degli organizzatori e per l’alto livello tecnico degli stages in cui ci siamo esibiti”. Queste parole devono farci riflettere sulla poca educazione alle live performance della nostra zona (e non solo), pensando che tanto potrebbe essere fatto per invertire una tendenza maledettamente sbagliata. E non ho detto di volere fare il Dj!
I Christine Plays Viola sono già pronti per partire nuovamente alla volta della Germania dove la loro musica continua a incrementare grossi successi, la band attualmente lavora alla composizione di un nuovo album che dopo “Innocent Awareness” vedrà la luce nel 2013.
Anche il centro Abruzzo ha una costola importante della migliore new wave europea, apriamo le orecchie e lasciamoci travolgere da quest’onda in continuo movimento, i CPV suonano musica per tutti quelli che vogliono ascoltare nonostante gli stupidi pregiudizi indie elettro pop paesani.


  Riccardo Merolli