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15 mag 2014

Declino della scuola pubblica e precarizzazione generalizzata


La «costituzione» neoliberista, spiega Burgio, si fonda essenzialmente su tre pilastri: sul piano industriale, la delocalizzazione produttiva (che, grazie alla rivoluzione informatica e dei trasporti, ha unificato il mercato mondiale del lavoro e offerto al capitale la possibilità di giocare su enormi differenze salariali); sul piano finanziario, la deregolazione (che ha permesso l’impiego speculativo delle risorse in precedenza destinate all’economia produttiva) e la liberalizzazione dei movimenti di capitale (che ha unificato i mercati speculativi riducendo ai minimi termini la sovranità monetaria degli Stati); sul piano politico-istituzionale, l’accentramento dei poteri negli esecutivi (sia in ambito nazionale che nel contesto continentale europeo), che ha permesso la direzione tecnocratica dei processi in simbiosi con le oligarchie economiche [A. Burgio, Fascino e illusioni della democrazia diretta, 2013].

1 feb 2014

Attualità

SUL NESSO ISTRUZIONE-LAVORO

I discorsi politici che attribuiscono all'istruzione le cause della disoccupazione non sono solo discorsi ideologici ma sono anche discorsi stupidi. Almeno per due ragioni: 1) fino a prova contraria sono le politiche economiche a far crescere o a far diminuire le opportunità lavorative. La crescita dei livelli di occupazione e di disoccupazione dipende dalle scelte di politica economica; 2) ipotizzando anche per assurdo che la causa della disoccupazione debba essere rintracciata nei bassi livelli d’istruzione scopriamo non solo che l’Italia è, tra i paesi Ue, quello che più di tutti taglia gli investimenti destinati all'istruzione ma è anche il paese che non riesce nemmeno a garantire un’occupazione ai suoi (pochissimi) laureati.

18 nov 2013

Politica

COMUNICAZIONE POLITICA E/È FICTION
La scissione tra paese reale e discorso politico è ai massimi storici. TV, giornali e web sono pieni di cronache sulle ‘divisioni’ nel blocco berlusconiano o su quelle in casa Pd circa il ‘caso-Cancellieri’ ma difficilmente pubblicano notizie o riflessioni sulla marcia dei 100.000 che ha attraversato Napoli per dire basta al biocidio e alle devastazioni ambientali. Si leggono nomi, cognomi, cifre, opinioni, orientamenti sessuali e storie private di coloro chiamati votare per la decadenza dell’evasore fraudolento ma nessuno denuncia che i fenomeni dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa hanno raggiunto in Italia cifre record.

22 set 2013

Attualità

    L’autunno caldo della scuola italiana                                               
Edoardo Puglielli*                                                                    


«Comprendo le ragioni delle proteste di docenti e studenti: io sto dalla loro parte». Così Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in una recente intervista televisiva. Da che parte si schiererà realmente il ministro – se dalla parte dei licenziamenti, della precarietà e dell’ignoranza o dalla parte della scuola pubblica di qualità e del diritto all’istruzione per tutti per ogni ordine e grado, dall’infanzia all’università – lo scopriremo presto. Il mondo della scuola, infatti, è già sul piede di guerra: la legge Gelmini non è stata abrogata;

Musica

 «Fedeli alla linea»: l’esperimento Streetambula

La prima edizione di Streetambula è riuscita alla grande sotto tutti gli aspetti: organizzativo (dall’ideazione/progettazione dell’evento alla ‘gestione della piazza’, dall’impressionante numero di partecipazioni all’efficienza dei diversi stand) e artistico (dalla qualità del sound alla professionalità delle band, degli operatori del service, della giuria, degli espositori). Nessuno avrebbe mai immaginato un simile successo, se non altro perché i soggetti promotori – la giovane associazione culturale Nuove Frontiere e la storica webzine di musica indipendente Rockambula – non erano (e non sono) nelle condizioni materiali per poter realizzare il contest nella più totale indipendenza. Nuove Frontiere&Rockambula, però, pur non disponendo di ingenti risorse economiche e propagandistiche hanno dimostrato di possedere intelligenza e capacità che, a guardar bene, non hanno tutti i soggetti oggi impegnati nella promozione di arte, cultura, partecipazione e socialità. Mi riferisco, innanzitutto, alle (determinanti) capacità gestionali e organizzative. La serata del 31 agosto, infatti, rappresenta solo la punta dell’iceberg, la conclusione di un lungo percorso durato ben 7 (sette) mesi: sette mesi di lavoro, impegno, coordinazione, scazzi, promozione, selezione-demo, verifiche di spazi-tempi-possibilità, collette, ridefinizione degli obiettivi, etc…etc… Da questo punto di vista Nuove Frontiere&Rockambula hanno vinto sul campo, dimostrando di aver fatta propria quell’idea di militanza culturale e artistica che permette loro di rimanere «fedeli alla linea anche quando non c’è», di continuare cioè a promuovere musica originale ed indipendente anche in un periodo in cui i luoghi dell’espressione musicale sembrano essere sempre più invasi e colonizzati da ammuffite coverband e da improbabili dj-set a scapito della produzione autonoma e della creatività antiomologatrice ed anticommerciale. In secondo luogo, le due associazioni hanno avuto la straordinaria capacità di catalizzare attorno alla propria idea interesse e simpatie di tante altre soggettività (etichette discografiche indipendenti, radio, studi di registrazione, scuole di musica, tatuatori, scultori, fotografi, cineasti, case editrici indipendenti, etc…), al punto tale da inglobarle nel progetto e sperimentare con esse – elemento, questo, assai innovativo – il grande potenziale di una vera e propria rete organizzativa: rete da cui, di fatto, è stata possibile Streetambula. Per averne un’idea basta riflettere sull’impressionante numero dei partecipanti. Tra le band, ad esempio, oltre alle 8 finaliste (À l’Aube Fluorescente, Too Late To Wake, Doriana Legge, The Old School, De Rapage, The Suricates, DEM, Ghiaccio1) bisogna ricordare che sono state più di 20 quelle a rispondere all’appello iscrivendosi alle selezioni iniziali; band provenienti da tutte le provincie abruzzesi e anche da fuori regione (sulle band e altro: http://streetambula.com/wp/). Non meno numerosa e qualificata la giuria, con Michele Montagnano (Stordisco, V4V Records), Silvio Pizzica (Rockambula, Ondarock, AbExpress), Ulderico Liberatore (Rockambula), Paolo Tocco (Protosound), Daniela De Stephanis (Nuove Frontiere), Piero Lucarelli (responsabile ArezzoWave Abruzzo, associazione FrantiRise), Emiliano Amicosante (IndeliriumRecords), Silvio Mancinelli (Musicalnews), Luciano Liberatore (Bohémien), Giorgio Di Giannantonio (HardGrooves DrumSchool), Stefano Di Bacco (Nuove Frontiere), Daniele Palombizio (CristinePlaysViola). I premi, invece, sono stati gratuitamente (GRATUITAMENTE) messi in palio da ACME StudioRecording (metà del prezzo complessivo per la registrazione di un brano), ProtosoundAreaRadio, GiuseppeZac, Musicalmente, Rockambula e HardGroovesDrumSchool, tutti accorsi a sostenere l’iniziativa. Altrettanto gratuitamente Andrea Ferri ha contribuito alla realizzazione del sito web, mentre Andrea Puglielli ha realizzato il videoclip e il trailer della manifestazione e Ida Basile ha messo a disposizione la sua esperienza sul palcoscenico per presentare la serata. Con i rispettivi banchetti informativi ed espositivi, inoltre, hanno animato piazza Garibaldi: Rockambula, IndeliriumRecords, V4V Records, ToReactRecords, Acme RecordingStudio, NeoEdizioni, RumbleTumbleTattoo, Parle Serie. E non è finita. Mentre Alessandro Baroni (nei panni di fotografo ufficiale) ed il suo braccio destro Alessandro D’Andrea documentavano l’intera serata e Margherita Di Fiore riempiva i momenti vuoti dalla consolle, al lato destro del palco esponevano le proprie realizzazioni artistiche Gianluca Di Bacco, TeschioUrbanoArt, Giovanni Camassa, Patrizio Petrella, Giuseppe Zaccardi e Daniele Petrella: pittura, scultura, fotografia, fumetti per Streetambula, «arte e musica che scende in piazza».

Insomma, se è vero che «l’arte non è uno specchio per riflettere il mondo ma un martello per forgiarlo» (Majakovskij) possiamo affermare che, grazie alla buona riuscita di Streetambula, l’associazione Nuove Frontiere e Rockambula hanno realmente gettato le basi, per la nascita di qualcosa di nuovo: una rete organizzativa, un consorzio, un’associazione tra musicisti, artisti, militanti della controcultura, spacciatori di sogni stupefacenti, promotori di conoscenze e di idee alternative a quelle massificanti e spersonalizzanti al giorno d’oggi sempre più dominanti e pervasive. ‘Voci di corridoio’ sembrano confermare questa nostra intuizione. Mentre scriviamo, infatti, ci segnalano che tra le diverse soggettività che hanno contribuito a realizzare l’iniziativa pratolana siano in corso timidi scambi di e-mail, chattate cospirative, messaggi in codice … che muovono in questa direzione. Rock on!

Edoardo Puglielli

12 ago 2013

Attualità

VALLE PELIGNA: UNA RADIOGRAFIA IN PILLOLE
TESSUTO PRODUTTIVO
Le multinazionali arrivate in Valle Peligna grazie a cospicui finanziamenti dell’ex-Cassa del Mezzogiorno e poi andate via sono molte. In ordine cronologico: Ace del gruppo tedesco Siemens (mille operai nel 1984)

Miscellanea

Privatizzazioni? NO GRAZIE… abbiamo già dato!

Per tre decenni l’ideologia che ha dominato incontrastata nelle società occidentali può essere così sintetizzata: ‘meno Stato, più mercato’. L’ideologia neo-liberale è stata pervasiva al punto tale da imporsi come pensiero unico, cioè in modo trasversale a tutti gli schieramenti politici governativi. Un aspetto di questa ideologia

23 apr 2013

Attualità


Disoccupazione: dramma sociale nei comuni della Valle Peligna
Da uno studio della Cgil pubblicato sul settimanale «Zac sette» (cfr. ‘Disoccupati’, «Zac sette», Il settimanale del Centro Abruzzo, 15/12/2012) apprendiamo che, al dicembre 2012, nei 24 Comuni della Valle Peligna, Valle Subequana e Valle del Saggittario gli iscritti alle liste di disoccupazione e inoccupazione (quindi non tutti tra coloro che non lavorano) sono 9.706, cui bisogna aggiungere più di 800 cassintegrati di cui quasi l’87% è destinato a rimanere senza ammortizzatori sociali e senza pensione. 
Complessivamente, dunque, sono più di 10mila le persone senza lavoro in un territorio di 53mila abitanti. Nello specifico, 2.858 sono i disoccupati compresi nella fascia d’età 15-30 anni; 2.238 tra i 31-39 anni; 2.274 tra i 40-50 anni; 1.632 tra i 51-60 anni; 710 oltre i 61 anni.Spostando lo sguardo alla sola Valle Peligna è stato registrato che i giovani disoccupati in possesso di titolo universitario sono quasi il 60% (pari al triplo della media regionale, che è del 19%). Nel tempo, come si apprende da uno studio di Federica Pantano (cfr. ‘Multinazionali addio? Il rischio del made in Abruzzo’, «Il Centro», 5/10/2012), nella Valle Peligna sono molte le multinazionali arrivate grazie a cospicui finanziamenti dell’ex-Cassa del Mezzogiorno e poi andate via. In ordine cronologico parliamo dell’Ace del gruppo tedesco Siemens (mille operai nel 1984); della Fatme, della svedese Ericsson, diventata Finmek fino al 2003; della Sitindustrie Tubes&Pipes (2009). E poi Coca-Cola Hbc Italia, che a marzo 2011 ha chiuso lo stabilimento di Corfinio (70 dipendenti), Foceit, Cpm/Solo donna, Lastra, Cosmo, Saba Ceramiche, Cf Gomma; a fatica restano aperte la Magneti Marelli e la Campari (passata alla multinazionale olandese Medibev).La situazione, come è evidente, è drammatica. E lo sarà ancor di più in assenza di forti investimenti (nel privato quanto nel pubblico), di una seria politica volta al pieno impiego, di una coraggiosa lotta contro le privatizzazioni e per la difesa ed il potenziamento del servizio pubblico e del welfare locale.


Edoardo Puglielli