La
«costituzione» neoliberista, spiega Burgio, si fonda essenzialmente su tre
pilastri: sul piano industriale, la delocalizzazione produttiva (che, grazie
alla rivoluzione informatica e dei trasporti, ha unificato il mercato mondiale
del lavoro e offerto al capitale la possibilità di giocare su enormi differenze
salariali); sul piano finanziario, la deregolazione (che ha permesso l’impiego
speculativo delle risorse in precedenza destinate all’economia produttiva) e la
liberalizzazione dei movimenti di capitale (che ha unificato i mercati
speculativi riducendo ai minimi termini la sovranità monetaria degli Stati);
sul piano politico-istituzionale, l’accentramento dei poteri negli esecutivi
(sia in ambito nazionale che nel contesto continentale europeo), che ha
permesso la direzione tecnocratica dei processi in simbiosi con le oligarchie
economiche [A. Burgio, Fascino e illusioni della democrazia diretta, 2013].
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15 mag 2014
1 feb 2014
Attualità
SUL NESSO ISTRUZIONE-LAVORO
I discorsi politici che attribuiscono all'istruzione le cause della disoccupazione non sono solo discorsi ideologici ma sono anche discorsi stupidi. Almeno per due ragioni: 1) fino a prova contraria sono le politiche economiche a far crescere o a far diminuire le opportunità lavorative. La crescita dei livelli di occupazione e di disoccupazione dipende dalle scelte di politica economica; 2) ipotizzando anche per assurdo che la causa della disoccupazione debba essere rintracciata nei bassi livelli d’istruzione scopriamo non solo che l’Italia è, tra i paesi Ue, quello che più di tutti taglia gli investimenti destinati all'istruzione ma è anche il paese che non riesce nemmeno a garantire un’occupazione ai suoi (pochissimi) laureati.18 nov 2013
Politica
COMUNICAZIONE POLITICA E/È FICTION
La scissione tra paese reale e discorso politico è ai massimi storici. TV, giornali e web sono pieni di cronache sulle ‘divisioni’ nel blocco berlusconiano o su quelle in casa Pd circa il ‘caso-Cancellieri’ ma difficilmente pubblicano notizie o riflessioni sulla marcia dei 100.000 che ha attraversato Napoli per dire basta al biocidio e alle devastazioni ambientali. Si leggono nomi, cognomi, cifre, opinioni, orientamenti sessuali e storie private di coloro chiamati votare per la decadenza dell’evasore fraudolento ma nessuno denuncia che i fenomeni dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa hanno raggiunto in Italia cifre record.
22 set 2013
Attualità
L’autunno caldo della scuola italiana
«Comprendo le ragioni delle proteste di docenti e studenti: io sto dalla loro parte». Così Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in una recente intervista televisiva. Da che parte si schiererà realmente il ministro – se dalla parte dei licenziamenti, della precarietà e dell’ignoranza o dalla parte della scuola pubblica di qualità e del diritto all’istruzione per tutti per ogni ordine e grado, dall’infanzia all’università – lo scopriremo presto. Il mondo della scuola, infatti, è già sul piede di guerra: la legge Gelmini non è stata abrogata;
Musica
«Fedeli alla linea»: l’esperimento Streetambula
La prima edizione di Streetambula è riuscita alla grande sotto tutti gli aspetti:
organizzativo (dall’ideazione/progettazione dell’evento alla ‘gestione della
piazza’, dall’impressionante numero di partecipazioni all’efficienza dei
diversi stand) e artistico (dalla qualità del sound alla professionalità delle
band, degli operatori del service, della giuria, degli espositori). Nessuno
avrebbe mai immaginato un simile successo, se non altro perché i soggetti promotori
– la giovane associazione culturale Nuove Frontiere e la storica webzine di
musica indipendente Rockambula – non erano (e non sono) nelle condizioni
materiali per poter realizzare il contest nella più totale indipendenza. Nuove
Frontiere&Rockambula, però, pur non disponendo di ingenti risorse
economiche e propagandistiche hanno dimostrato di possedere intelligenza e
capacità che, a guardar bene, non hanno tutti i soggetti oggi impegnati nella
promozione di arte, cultura, partecipazione e socialità. Mi riferisco,
innanzitutto, alle (determinanti) capacità gestionali e organizzative. La
serata del 31 agosto, infatti, rappresenta solo la punta dell’iceberg, la
conclusione di un lungo percorso durato ben 7 (sette) mesi: sette mesi di
lavoro, impegno, coordinazione, scazzi, promozione, selezione-demo, verifiche
di spazi-tempi-possibilità, collette, ridefinizione degli obiettivi, etc…etc…
Da questo punto di vista Nuove Frontiere&Rockambula hanno vinto sul campo,
dimostrando di aver fatta propria quell’idea di militanza culturale e artistica
che permette loro di rimanere «fedeli alla linea anche quando non c’è», di
continuare cioè a promuovere musica originale ed indipendente anche in un
periodo in cui i luoghi dell’espressione musicale sembrano essere sempre più
invasi e colonizzati da ammuffite coverband e da improbabili dj-set a scapito
della produzione autonoma e della creatività antiomologatrice ed
anticommerciale. In secondo luogo, le due associazioni hanno avuto la
straordinaria capacità di catalizzare attorno alla propria idea interesse e
simpatie di tante altre soggettività (etichette discografiche indipendenti,
radio, studi di registrazione, scuole di musica, tatuatori, scultori,
fotografi, cineasti, case editrici indipendenti, etc…), al punto tale da
inglobarle nel progetto e sperimentare con esse – elemento, questo, assai
innovativo – il grande potenziale di una vera e propria rete organizzativa:
rete da cui, di fatto, è stata possibile Streetambula. Per averne un’idea basta
riflettere sull’impressionante numero dei partecipanti. Tra le band, ad
esempio, oltre alle 8 finaliste (À l’Aube Fluorescente, Too Late To Wake,
Doriana Legge, The Old School, De Rapage, The Suricates, DEM, Ghiaccio1)
bisogna ricordare che sono state più di 20 quelle a rispondere all’appello
iscrivendosi alle selezioni iniziali; band provenienti da tutte le provincie
abruzzesi e anche da fuori regione (sulle band e altro:
http://streetambula.com/wp/). Non meno numerosa e qualificata la giuria, con
Michele Montagnano (Stordisco, V4V Records), Silvio Pizzica (Rockambula,
Ondarock, AbExpress), Ulderico Liberatore (Rockambula), Paolo Tocco
(Protosound), Daniela De Stephanis (Nuove Frontiere), Piero Lucarelli
(responsabile ArezzoWave Abruzzo, associazione FrantiRise), Emiliano Amicosante
(IndeliriumRecords), Silvio Mancinelli (Musicalnews), Luciano Liberatore
(Bohémien), Giorgio Di Giannantonio (HardGrooves DrumSchool), Stefano Di Bacco
(Nuove Frontiere), Daniele Palombizio (CristinePlaysViola). I premi, invece,
sono stati gratuitamente (GRATUITAMENTE) messi in palio da ACME StudioRecording
(metà del prezzo complessivo per la registrazione di un brano),
ProtosoundAreaRadio, GiuseppeZac, Musicalmente, Rockambula e
HardGroovesDrumSchool, tutti accorsi a sostenere l’iniziativa. Altrettanto gratuitamente
Andrea Ferri ha contribuito alla realizzazione del sito web, mentre Andrea
Puglielli ha realizzato il videoclip e il trailer della manifestazione e Ida
Basile ha messo a disposizione la sua esperienza sul palcoscenico per
presentare la serata. Con i rispettivi banchetti informativi ed espositivi,
inoltre, hanno animato piazza Garibaldi: Rockambula, IndeliriumRecords, V4V
Records, ToReactRecords, Acme RecordingStudio, NeoEdizioni, RumbleTumbleTattoo,
Parle Serie. E non è finita. Mentre Alessandro Baroni (nei panni di fotografo
ufficiale) ed il suo braccio destro Alessandro D’Andrea documentavano l’intera
serata e Margherita Di Fiore riempiva i momenti vuoti dalla consolle, al lato
destro del palco esponevano le proprie realizzazioni artistiche Gianluca Di
Bacco, TeschioUrbanoArt, Giovanni Camassa, Patrizio Petrella, Giuseppe Zaccardi
e Daniele Petrella: pittura, scultura, fotografia, fumetti per Streetambula,
«arte e musica che scende in piazza».
Insomma, se è vero che «l’arte non è uno specchio per
riflettere il mondo ma un martello per forgiarlo» (Majakovskij) possiamo
affermare che, grazie alla buona riuscita di Streetambula, l’associazione Nuove
Frontiere e Rockambula hanno realmente gettato le basi, per la nascita di
qualcosa di nuovo: una rete organizzativa, un consorzio, un’associazione tra
musicisti, artisti, militanti della controcultura, spacciatori di sogni
stupefacenti, promotori di conoscenze e di idee alternative a quelle
massificanti e spersonalizzanti al giorno d’oggi sempre più dominanti e
pervasive. ‘Voci di corridoio’ sembrano confermare questa nostra intuizione.
Mentre scriviamo, infatti, ci segnalano che tra le diverse soggettività che
hanno contribuito a realizzare l’iniziativa pratolana siano in corso timidi
scambi di e-mail, chattate cospirative, messaggi in codice … che muovono in
questa direzione. Rock on!
Edoardo Puglielli
12 ago 2013
Attualità
VALLE PELIGNA: UNA RADIOGRAFIA IN PILLOLE
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speciale estivo
Miscellanea
Privatizzazioni? NO GRAZIE… abbiamo già dato!
Per tre decenni l’ideologia che ha dominato incontrastata nelle società occidentali può essere così sintetizzata: ‘meno Stato, più mercato’. L’ideologia neo-liberale è stata pervasiva al punto tale da imporsi come pensiero unico, cioè in modo trasversale a tutti gli schieramenti politici governativi. Un aspetto di questa ideologia
23 apr 2013
Attualità
Disoccupazione: dramma sociale nei comuni della Valle Peligna
Da uno studio della Cgil pubblicato sul settimanale «Zac sette» (cfr. ‘Disoccupati’, «Zac sette», Il settimanale del Centro Abruzzo, 15/12/2012) apprendiamo che, al dicembre 2012, nei 24 Comuni della Valle Peligna, Valle Subequana e Valle del Saggittario gli iscritti alle liste di disoccupazione e inoccupazione (quindi non tutti tra coloro che non lavorano) sono 9.706, cui bisogna aggiungere più di 800 cassintegrati di cui quasi l’87% è destinato a rimanere senza ammortizzatori sociali e senza pensione.
Complessivamente, dunque, sono più di 10mila le persone senza lavoro in un territorio di 53mila abitanti. Nello specifico, 2.858 sono i disoccupati compresi nella fascia d’età 15-30 anni; 2.238 tra i 31-39 anni; 2.274 tra i 40-50 anni; 1.632 tra i 51-60 anni; 710 oltre i 61 anni.Spostando lo sguardo alla sola Valle Peligna è stato registrato che i giovani disoccupati in possesso di titolo universitario sono quasi il 60% (pari al triplo della media regionale, che è del 19%). Nel tempo, come si apprende da uno studio di Federica Pantano (cfr. ‘Multinazionali addio? Il rischio del made in Abruzzo’, «Il Centro», 5/10/2012), nella Valle Peligna sono molte le multinazionali arrivate grazie a cospicui finanziamenti dell’ex-Cassa del Mezzogiorno e poi andate via. In ordine cronologico parliamo dell’Ace del gruppo tedesco Siemens (mille operai nel 1984); della Fatme, della svedese Ericsson, diventata Finmek fino al 2003; della Sitindustrie Tubes&Pipes (2009). E poi Coca-Cola Hbc Italia, che a marzo 2011 ha chiuso lo stabilimento di Corfinio (70 dipendenti), Foceit, Cpm/Solo donna, Lastra, Cosmo, Saba Ceramiche, Cf Gomma; a fatica restano aperte la Magneti Marelli e la Campari (passata alla multinazionale olandese Medibev).La situazione, come è evidente, è drammatica. E lo sarà ancor di più in assenza di forti investimenti (nel privato quanto nel pubblico), di una seria politica volta al pieno impiego, di una coraggiosa lotta contro le privatizzazioni e per la difesa ed il potenziamento del servizio pubblico e del welfare locale.
Edoardo Puglielli
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