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10 set 2014

La fierezza di un Popolo


Pratola non è un paese razzista. Il riprovevole caso delle classi separate alle elementari, balzato agli onori della cronaca nazionale, ha fatto emergere un qualcosa di molto diffuso - e da molto tempo - non solo a Pratola: la discriminazione sociale. Una ghettizzazione sociale più che razziale.

23 mag 2014

GENZIANA O RATAFIA: INTERVISTA NON CONVENZIONALE AI CANDIDATI LOCALI

A cura di Piergiuseppe Liberatore e Mattia Tedeschi


NOME E COGNOME?
Massimo Di Paolo
PROVENIENZA?
Sulmona
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Laurea.  Dirigente  Polo Scientifico Tecnologico "E. Fermi" Sulmona
DESTRA O SINISTRA?
Sinistra
CANDIDATO CON?
Partito Democratico
UN’IDEA PER I GIOVANI?
Con una visione lungimirante, chiediamo ai giovani un atto di amore verso la terra da cui, immoralmente sono costretti a scappare.  Chiediamo loro che generosamente, frequentino scuole impegnative e serie, escano dalla valle, per continuare gli studi o  fare esperienze e tornino quando sono pronti per arricchirci e rimediare agli errori dei loro genitori. Sono loro la nostra speranza.
E PER LA VALLE?
Puntare tanto sul turismo. Creare  un piano turistico serio che coinvolga assi e settori diversi da strutturare in rete. Solo con una azione sinergica si possono produrre effetti incisivi e duraturi per l’economia della valle.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
Non lo dico.
GENZIANA O RATAFIA?
Genziana.




NOME E COGNOME?
Salvatore Di Cesare
PROVENIENZA?
Sulmona
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Operaio Enel in pensione, Consigliere comunale a Sulmona
DESTRA O SINISTRA?
Più a sinistra del centro sinistra…
CANDIDATO CON?
Sel (Sinistra ecologia e libertà)
UN’IDEA PER I GIOVANI?
Offrire ai giovani la possibilità di avere più voce in capitolo sulle decisioni che li riguardano  e che ipotecano il loro futuro. L'obiettivo è valorizzare la cultura e le tradizioni del territorio abruzzese attraverso i giovani. Può apparire un controsenso, ma non è così! I giovani vanno impegnati nella riscoperta delle tipicità che possono identificarci agli occhi della comunità europea. Questo affinché si appassionino al loro territorio e se ne servano per realizzare buone cose o per rappresentarlo fuori dai contesti istituzionali sterili e opachi. La genialità giovanile può proteggerci e arricchirci con idee fresche e innovative. L'intero progetto dovrà essere portato avanti proprio dal mondo dell’Associazionismo, dato che  cariche politiche e  di rappresentanza istituzionali sembrano ormai far parte di un asse ereditario irraggiungibile. Lo stesso dicasi per i voti e la carriera professionale. C’è posto per i figli di papà in Abruzzo e il sistema può essere smontato anche attraverso le corpose ed efficaci associazioni ambientaliste e a tutela della salute, in prima linea dalla parte del cittadino. E lì che va garantita la possibilità di crescita ai figli del popolo. Associazioni costituite o da costruire a misura di giovane, organizzazioni che naturalmente ruotino intorno alla green economy, all’ambiente, ai progetti sostenibili, allo sport e al mondo del volontariato. Per la nostra regione l’antidoto è la gioventù  da tutelare, sostenere, offrendo ai ragazzi spazio e umanità nel mondo dell’associazionismo. Dalle fondamenta, dal basso vanno garantiti preparazioni e nuovi ruoli per dar voce ai nostri bravi figli. Vanno sostenute le amministrazioni che elaborano politiche giovanili serie. Molti ragazzi, ad esempio, si appassionano all’agricoltura, mettono su orti e iniziative imprenditoriali innovative nel primo settore, in armonia con l’ambiente, vogliono tornare alla terra, occorre allora una politica agraria che dallo studio, agli spostamenti, ai corsi d’acqua e alla distribuzione della terra e dei semi permetta a queste fresche energie di liberarsi e produrre ricchezza senza ostacoli e problemi. 
E PER LA VALLE?
Ci sono progetti che potrebbero valorizzare la Valle Peligna e creare davvero occupazione, puntualmente arrestati dai campanilismi d’oltretomba. Mi riferisco soprattutto alla vicenda Fas. Penso ai sentieri dei parchi e al richiamo esercitato dalle nostre montagne, alle peculiari caratteristiche dell’entroterra abruzzese e alla gastronomia locale. Bisogna sostenere le iniziative che ruotano attorno al nostro patrimonio naturale per valorizzarlo, professionalizzare le strutture ricettive e sostenere eventi del territorio originali che possono prendere piede e portare ricchezza. Occorre mettere mano alle tratte ferroviarie dell’entroterra, poi attrezzare i treni per il turismo a due ruote. Cicloturismo e ciclismo urbano da garantire ovunque con strade sicure, piste ciclabili ovunque, disincentivando l’utilizzo dei veicoli a motore, garantendo sicurezza stradale e intensificando i presidi di polizia soprattutto in  quelli che comunemente chiamiamo zone di frontiera. La mobilità verde dalla Conca Peligna, ingresso e cuore naturale dei parchi, sarà d’esempio per tutti gli altri comprensori abruzzesi. La grave situazione economica sopportata dalle popolazioni della Valle non ha giustificazione, a chi si deve tanta ricchezza rimasta incolta e abbandonata? La risposta non ci autorizza a subire ulteriormente l’incapacità dei vecchi rappresentati per  finire nelle mani del messia di turno che scende per spaccare le nostre montagne o per asfissiarci con i suoi veleni in cambio di qualche posto di lavoro o di una piatto di lenticchie e pietruzze. Se abbiamo scelto la strada del rispetto della natura dobbiamo allenarci percorrendola costantemente realizzando progetti, e non mancano, che non compromettano la salute e l’ambiente.
SI CAPISCE QUANDO DICI LE BUGIE?
Non dico bugie, altrimenti mi cresce il naso.
GENZIANA O RATAFIA?
La genziana è ideale, ma sempre in compagnia!



NOME E COGNOME?
Simone Giovarruscio
PROVENIENZA?
Originario della Valle Roveto, oriundo Peligno.
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Sono laureato in psicologia con una specializzazione in clinica, più vari master; lavoro come direttore responsabile della onlus Treetà.
DESTRA O SINISTRA?
Né destra, né sinistra, né centro: oltre…
CANDIDATO CON?
Con i cittadini onesti, Movimento 5 Stelle.
UN’IDEA PER I GIOVANI?
È possibile destinare dei fondi regionali alla cultura, soprattutto nella realizzazione di luoghi insonorizzati in cui i ragazzi possono suonare e cantare gratuitamente. Bisogna trasformare la noia paesana in cultura.
E PER LA VALLE?
Fissare in regione l’obiettivo minimo della raccolta differenziata al 90% (almeno), agevolare la filiera corta per il riciclo e la lavorazione dei materiali di recupero, attraverso il riutilizzo dei capannoni in disuso, nella zona industriale Sulmona/Pratola Peligna, dandoli in comodato gratuito (o a basso costo) per i primi 3/5 anni alle imprese che si occuperanno della lavorazione del rifiuto riciclabile ad assumeranno giovani e/o inoccupati del nostro territorio.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
A volte sì, a volte no.
GENZIANA O RATAFIA?
Genziana sempre!


NOME E COGNOME?
Sandro Antonio Ciacchi
PROVENIENZA: Goriano Sicoli
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Laurea in Scienze Manageriali presso la Facoltà di Pescara; funzionario presso l’Agenzia delle Entrate di Sulmona.
DESTRA O SINISTRA? 
Centro destra
CANDIDATO CON?
Forza Italia
UN’ IDEA PER I GIOVANI?
Di idee ne ho molteplici, provo ad elencare quelle che per me sono le più fondamentali per risanare l’andamento attuale della Regione: creare una NORMA REGIONALE che favorisca l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani con idee innovative, che produrranno l’eccellenza nei vari campi d’interesse del territorio, parallelamente alle attività di sostegno per le imprese che assumono giovani. Affidamento d’incarichi a studi professionali che annoverano almeno un giovane nel proprio organico. Sostegno ai giovani che vogliono intraprendere l’attività imprenditoriale agricola. Nessuna esclusione dei giovani alla prima esperienza lavorativa.
E PER LA VALLE?
Sicuramente la difesa di quello che è già esistente, con conseguente valorizzazione delle potenzialità che indubbiamente il nostro territorio offre, attraverso la messa a sistema delle risorse turistiche, ambientali, culturali, architettoniche ed artigianali. Tutto questo sarà possibile sia attraverso la riconversione dei siti produttivi dismessi e sia attraverso la valorizzazione e riqualificazione dei centri storici con le attività in esso presenti. Permettimi inoltre di ricordare che fino ad oggi sono già stato impegnato come vice coordinatore dei Comuni coinvolti nel sisma dell’Aprile 2009 e che di conseguenza darò un’ulteriore sostegno nella ricostruzione post sisma.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
Certo che si… mi si allunga il naso. In realtà non riesco a dirle in quanto la mia scarsa memoria mi farebbe scoprire in fretta.
GENZIANA O RATAFIA?
Genziana tutta la vita, anche se la Ratafia di Prezza è buonissima.   


NOME E COGNOME?
Marco Saccoccia
PROVENIENZA?
Pratola Peligna
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Diploma di perito elettrotecnico conseguito presso l’ITIS di Pratola Peligna; imprenditore.
DESTRA O SINISTRA?
Centro destra.
CANDIDATO CON?
NCD, nuovo centro destra.
UN’IDEA PER I GIOVANI?
Far sì che tutti i giovani possano usufruire di una legge regionale, che permetta a tutti, fino ai 35 anni, di poter essere assunti con gli sgravi fiscali, previsti dalla legge 407, anche nel caso non abbiano maturato i due anni di iscrizione al centro per l’impiego.
Nel contempo, dare la possibilità ai datori di lavoro, di usufruire di bonus occupazionali più flessibili con un occhio di riguardo alle aree depresse, come la nostra.
E PER LA VALLE?
Ho in mente la creazione di cooperative di lavoro, improntate su criteri occupazionali dedicati soprattutto alle possibilità che offre il nostro territorio, quali soprattutto, turismo ed enogastronomia. E la defiscalizzazione per i giovani imprenditori con età inferiore ai 35 anni. È necessaria una verifica sul futuro, per quanto riguarda la protezione civile e l’ambiente e va rivalutato il complesso di S.Cosimo.
Altresì penso sia indispensabile il recupero dei centri storici, con sgravi fiscali per chi ristruttura gli edifici o con interventi diretti da parte dei comuni, per il recupero delle case, da dare alle giovani coppie o alle persone poco abbienti.
Penso sia utile poi, istituire in ufficio regionale che tuteli gli imprenditori e i giovani, quando questi presentano progetti per ricevere finanziamenti dalla UE. Tutela che va dal seguire l’intero iter delle pratiche, alla creazione dei dovuti sbocchi internazionali, per la merce prodotta.
Infine vorrei mettere a disposizione la mia esperienza, maturata nei più disparati campi, dal mondo dell’imprenditoria, a quello dello sport e del volontariato, perché la politica torni al servizio dei cittadini e non il contrario e con la speranza che la possibilità di essere eletti sia uguale per tutti e per tutti i partiti, non soltanto per determinate persone.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
Assolutamente sì.
GENZIANA O RATAFIA?

Tutte e due, perché mi ricordano il mio territorio.

27 mar 2014

Un territorio da riqualificare


La valle peligna, si sa, è un territorio assai strano, con molte potenzialità lasciate perire, con una vasta superficie ma tanti paesi a sé stanti, con prodotti tipici messi in risalto solo nelle sagre paesane.
Quello che finora è mancato, nella valle come in italia, è la visione d’insieme e il fare squadra. È mancata la capacità di avanzare una proposta unica, accontentando tutti proporzionalmente.
Basti pensare, per esempio, ai FAS: i comuni avrebbero dovuto semplicemente presentare un progetto su come spendere svariati milioni di euro stanziati dalla regione per portare un po’ di ossigeno in questa valle che non ne ha più. A poco dalla scadenza dei termini, ancora un nulla di fatto. Basti pensare al tribunale: la battaglia in sua difesa avrebbe dovuto unire tutti i comuni e tutte le varie categorie ma ha messo in mostra profonde spaccature sociali. Un fondamentale presidio di legalità che fa solo bene al territorio trasformato in uno scontro tra categorie. Basti pensare al movimento “ripensiamo il territorio” che da anni porta avanti l’idea di riorganizzare i peligni rendendoli più forti; tante le adesioni di partiti, forze sociali e varie sigle, soprattutto durante le votazioni, ma pochi i passi avanti. Basti pensare a Sulmona che dovrebbe essere il paese guida della nostra valle, dilaniata dal quinquennio federico e, ora, dal blocco dell’amministrazione, complice un peddì medioevale. Basti pensare alle regionali e alla valle che si presenta senza una candidatura forte.  Qualcuno spesso dice che la colpa sia della politica ma ogni popolo ha i rappresentanti che merita, anche a livello locale.
Tanti under 40 sono costretti ad emigrare, e molti lo faranno, non riuscendo a intravedere un futuro all’orizzonte; sia chi avrebbe solo voluto una vita tranquilla a pratola, sulmona, raiano, sia chi, in questo territorio, avrebbe voluto investire la propria vita e i propri interessi.  La valle peligna lentamente si sta svuotando di persone e di speranza, cerchiamo di non essere complici di tutto ciò.


Mattia Tedeschi

23 dic 2013

Attualità


Un anno di… Parle Serie

Sta per terminare il 2013 ma non la crisi che sta attraversando la nostra nazione e, più da vicino, la nostra vallata. Proprio mentre scrivo, il natale è alle porte ma i problemi restano: da una parte si addobbano a festa le case e le vie del paese, dall’altra il comune di Pratola riceve 352 cartelle di equitalia indirizzate a cittadini e ditte; il tribunale e l’ospedale perdono pezzi e la sicurezza per il proprio futuro ma è tutto pronto per la vigilia; arriva, puntuale più che mai, il momento della morsa fiscale imposta dal governo e subita dai comuni e dai cittadini; le luci sempre più fioche illuminano i mercatini dove si comprano regali. Una piazza ogni sera sempre più vuota ha visto grandi cambiamenti e scontri ma ne attende  altri; la valle, con sempre minor peso politico, si appresta ad affrontare le regionali sperando non sprechi anche quest’occasione per essere rappresentata nelle sedi che contano. Ci si azzuffa per la champions e la juve ma il sulmona non riesce a terminare una stagione senza debiti e il pratola con lo stesso allenatore con cui aveva iniziato il campionato. Le associazioni culturali e le pro loco danno il massimo, pur in un periodo nero, per rivitalizzare i vari centri della zona e per non contribuire allo svuotamento culturale mentre  l’assessore regionale gestisce come un suo bene la cultura, intascando mazzette. Sempre più famiglie e giovani se ne vanno per l’impossibilità di intravedere un barlume di futuro all’orizzonte, alcuni con il rimpianto ma altri con la faccia di chi non vede l’ora di salvarsi da un valle della morte. Un anno di sacrifici e lotte, un anno da lasciare alle spalle ma anche un anno di Parle Serie. Un mensile che nell’arco di 12 mesi ha provato a dire la sua, cercando di indurre alla partecipazione, alla visione critica e alla riflessione sulle tematiche che ci circondano. Il 23 dicembre dello scorso anno, infatti, nella sede pratolana dell’I.I.S. “A. Serpieri”  veniva fotocopiato – qualcuno non ci crederà ma si era rotta la stampante ed i tempi erano stretti – il primo numero di questo mensile. Un’edizione fotocopiata, povera nella grafica e grezza nei contenuti ma carica di significato e valenza. Dopo molti anni, a Pratola nasceva un mensile e per di più ideato, curato e diffuso da soli “giovani”. All’inizio di questa che mi piace chiamare avventura c’era una decina di collaboratori e tecnici per un totale di 16 pagine. Ora, dopo 365 giorni di inesorabile miglioramento(ma c’è ancora da fare), Parle Serie vanta la partecipazione e collaborazione di circa 50 persone, una pagina fb con 1500 like, oltre 300 lettori fissi e diverse migliaia di visualizzazioni del blog nei giorni dell’uscita del mensile. Numeri importanti, supportati anche da alcuni successi editoriali. Parle serie c’è stato in questo 2013 e, augurando un 2014 migliore a tutti i nostri lettori, spera di poter continuare ad esserci per… PARLARE SERIO! 

Mattia Tedeschi

11 dic 2013

"Chiacchierando con..."

LO ZOCCOLO DURO RAIANESE

Parle serie ha deciso di dare spazio ad uno dei fenomeni del web della Valle Peligna, la pagina facebook raianese “lo zoccolo duro”.

23 nov 2013

Attualità

TERREMOTO BUROCRATICO

Il Consiglio di stato accoglie il ricorso di due comuni contro l’esclusione dal cratere sismico. A quattro anni dal terremoto si riapre la conta dei danni e si riaccende la speranza.


A oltre quattro anni da una delle pagine più nere nella storia della provincia dell’Aquila, il 20 ottobre c’è stato un altro terremoto nella Valle Peligna; stavolta, però, un terremoto burocratico che riaccende le speranze per i comuni esclusi dal cratere.

23 ott 2013

Attualità

L’arroccamento del comando

Nei primi di agosto Spazio Giovane e Parle Serie lanciano una petizione, rivolta al comando dei vigili urbani, per chiedere alla polizia municipale di lasciare la notifica di contravvenzione sul parabrezza delle auto multate, una prassi in atto fino a due anni fa’ quando il comando decise di modificarla. Nel giro di un mese la petizione raggiunge circa 1300 adesioni. 

28 set 2013

Il grande fratello sbarca a Pratola Peligna?
Di solito, si sà, la maggior parte delle vicissitudini di un paese si viene a sapere dalla "piazza". Ebbene da ieri, nelle due piazze odierne, quella reale e quella virtuale, non si parla di altro.

22 set 2013

Attualità


UN ANNO DI SPAZIO GIOVANE

Spazio Giovane ha festeggiato il suo primo anno di attività mettendo in mostra l’impegno e la voglia di fare che hanno caratterizzato il suo operato. Infatti, domenica 15 settembre c’è stato un doppio appuntamento: la mattina, dalle 9.30 alle 13.00, è stato allestito in Piazza Madonna Della Libera un banchetto per la raccolta fondi, il tesseramento, la chiusura della petizione lanciata da spazio giovane e l’esposizione di Parle Serie – mensile non  convenzionale.

12 ago 2013

Attualità

VALLE PELIGNA: UNA RADIOGRAFIA IN PILLOLE
TESSUTO PRODUTTIVO
Le multinazionali arrivate in Valle Peligna grazie a cospicui finanziamenti dell’ex-Cassa del Mezzogiorno e poi andate via sono molte. In ordine cronologico: Ace del gruppo tedesco Siemens (mille operai nel 1984)

23 giu 2013

Attualità


Itis: i pannelli fotovoltaici sono mai entrati in funzione?

“Produrre energia a costi accettabili con fonti rinnovabili è la vera sfida del futuro” così un festoso Del Corvo, presidente della provincia, commentava l’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico all’itis “Leonardo da Vinci”, il 3 maggio 2012. Con lui Antonella di Nino, vicepresidente provinciale, il sindaco De Crescentiis,

Attualità

Uniti per lo sviluppo: consorzio vignaioli

E’ nato nella sede della Comunità montana peligna, agli inizi di giugno, il Consorzio Vignaiolo Terre dei Peligni con l’impegno di essere da incentivo per lo sviluppo del settore vinicolo locale.

22 mar 2013

Politica


Dopo le ultime elezioni, abbiamo deciso di intervistare gli eletti della nostra zona: Paola Pelino, classe ’54, sulmonese eletta al senato con il PDL, e Toni Castricone, classe ’74, popolese eletto alla camera con il PD.


Ci racconti qualcosa di sé: quando è iniziato il suo impegno politico e qual è la sua storia?

«Il mio impegno politico è iniziato esattamente nel 2004, quando fui candidata alle elezioni Europee per il collegio del Sud con il Partito Forza Italia. Sino ad allora non avevo mai preso parte alle attività politiche del movimento di Silvio Berlusconi poichè, come è noto, rappresento la settima generazione dell'azienda di famiglia che dal 1783 produce confetti a Sulmona e quindi fino a quella data, il 2004, mi ero dedicata esclusivamente all’attività imprenditoriale…Sono entrata in azienda all'età di 17anni. Un giorno, nel maggio del 2004 fui chiamata al telefono dal Presidente Berlusconi che mi chiese se volevo candidarmi alle Europee per rappresentare l'Abruzzo, aveva bisogno di una "quota rosa", di un nome noto nella mia regione. Rimasi sorpresa e gli chiesi di lasciarmi qualche ora per riflettere.        Mi rispose "solo qualche ora" perché l'indomani sarebbero scaduti i termini per la presentazione delle liste. Consultai prima me stessa e poi la mia famiglia, alla fine decisi di aderire alla richiesta del Presidente un po’ per gioco, un po’ per scommessa, un po’ per sfidare me stessa in una nuova impresa. Ottenni un buon risultato, tant'è che da quel momento fui presa in ottima considerazione da Berlusconi. Infatti dopo pochi mesi, nel 2005, fui nominata Coordinatore Regionale di Forza Italia mentre nell'Aprile 2006 fui candidata per le Politiche alla Camera dei Deputati e venni eletta. Dopo solo due anni di Governo Prodi, riandammo ad elezioni e venni di nuovo candidata e di nuovo eletta per le Politiche sempre alla Camera. Questa volta sono stata candidata al Senato, ottenendo un grande consenso elettorale. Una bella sfida! »

Queste elezioni hanno consegnato un senato ingovernabile, come pensa che si evolverà la situazione? 

«Beh, mi lasci dire che il Popolo della Libertà ha ottenuto un largo consenso di voti, abbiamo vinto al Senato in alcune importanti Regioni e il Presidente Berlusconi è stato, come sempre, il grande protagonista della Politica italiana. Indubbiamente lo scenario confuso di questi giorni, dovuto essenzialmente al braccio di ferro tra Grillo e il PD, non è edificante né tantomeno costruttivo per il nostro Paese. Noi ci auguriamo che prevalga in tutti i soggetti politici un grande senso di responsabilità, tenendo conto che l'Italia ha bisogno urgentemente di riforme che facciano ripartire l'economia, che riattivino i consumi, che aiutino le imprese a risolvere quelle problematiche che hanno arrestato il sistema produttivo e di conseguenza l'occupazione. Il nostro programma elettorale contiene proprio questi importanti punti insieme all’eliminazione dell'IMU e alla restituzione delle rate pagate entro maggio, sgravi fiscali per 5 anni per le imprese che assumono giovani a tempo indeterminato, il quoziente familiare, oltre alla eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti, il dimezzamento del numero dei parlamentari, la riforma elettorale, ecc.»                           

Cosa ne pensa del risultato elettorale del suo partito? E dell’exploit del m5s?

«Il nostro Partito, ancora una volta grazie all'impegno del Presidente Berlusconi e di tutta la sua squadra, ha ottenuto un grande risultato rispetto anche ai sondaggi che davano il PD vincente, soltanto per lo 0,3 % non ci siamo aggiudicati alla Camera la vittoria!
Per quanto riguarda il Movimento 5 stelle dobbiamo riconoscere che ha ottenuto un risultato più ampio del previsto. Grillo ha intercettato quel sentimento di rabbia e di anti politica che credo sia comune a tutti gli italiani, ma lo ha fatto con furbizia, da bravo comico e da urlatore! Troppo facile ottenere consensi in questo modo! Non ha mai sfidato i suoi avversari politici in trasmissioni televisive, non si è mai sottoposto ad interviste, non ha mai dato  la possibilità di avere un contraddittorio! Ora lo vedremo in un contesto diverso dalle piazze, dovrà sottoporsi al rigore delle Camere, dovrà insomma assumere un atteggiamento completamente diverso, anche se lui non sarà presente dovrà imporre ai suoi eletti la sua linea politica per il Paese. Sarà capace? Staremo a vedere, ho i miei dubbi!»

Quali sono le sue proposte in merito alla situazione critica della struttura ospedaliera di Sulmona?

«Seguo da molto tempo le vicende legate alla struttura ospedaliera di Sulmona per un duplice motivo. Il primo è che dopo il terremoto del 6 Aprile 2009 l'ala vecchia è risultata inagibile quindi, dopo varie difficoltà sia burocratiche che logistiche, sembra ormai accantonato il problema. Il secondo è che nel piano di riordino sanitario non fossero sacrificati alcuni reparti che secondo me hanno dato prestigio al nostro nosocomio.
Si sta cercando ancora di definire bene la cosa ma spero che le soluzioni che si andranno a trovare non penalizzeranno il nostro territorio! Attendiamo di vedere la nuova struttura provvisoria per garantire salute e sicurezza ai cittadini!»

Una proposta concreta per scongiurare la chiusura dei tribunali minori(in particolare quello di Sulmona)?

«Il problema dei tribunali minori sarà per me uno degli argomenti che il nuovo Governo dovrà affrontare al più presto e conseguentemente quello di Sulmona. Ricordo che un emendamento presentato nella legge delega ha consentito di prorogare la chiusura di 36 mesi del nostro tribunale. Si tratterà di far presente attraverso una relazione precisa e dettagliata delle criticità del nostro territorio che, a mio avviso, dovrebbero scongiurare la chiusura del nostro Tribunale. Siamo già al lavoro, anzi non abbiamo mai interrotto la nostra battaglia perché riteniamo che non si possano adottare criteri unici per la soppressione dei tribunali! Sulmona ha tutte le prerogative per conservarlo.»

Cosa ne pensa il suo partito dell’ambiente, in particolare di fonte Sant’Angelo e inquinamento ex Montedison?

«Il nostro partito ha sempre sostenuto l'incolumità dell'ambiente dalle industrializzazioni selvagge! Ricordo che già nella mia prima legislatura feci parte della commissione parlamentare ispettiva chiamata a verificare l'inquinamento della Val Pescara, da Bussi sino alle porte del capoluogo abruzzese, inquinamento non solo ambientale ma, cosa ancora più grave, nocivo per la salute degli abitanti dell'intera zona. L'opera di bonifica messa a punto dopo un iter burocratico lunghissimo non sarà sufficiente, ahimè, a ridare la salute a chi l'ha persa! Sono veri e propri delitti!»

Un’idea per rilanciare l’occupazione: turismo, industria, agricoltura?

«Sicuramente questi tre elementi sono quelli che potrebbero far ripartire l'economia del nostro territorio, dare occupazione, creare indotto, assicurare benessere. Innanzitutto per favorire il turismo dovremmo migliorare le nostre infrastrutture, potenziamento della linea ferroviaria Pescara-Roma, far conoscere meglio i nostri magnifici parchi naturali promuovendo iniziative che ne diano il massimo della visibilità, sostenere l'agricoltura come vera e propria ricchezza, una vera e propria alternativa ai siti industriali. Attrarre investitori che fanno impresa cercando di offrire loro i massimi sussidi per incoraggiarli a scegliere la nostra regione al posto di un'altra. Migliorare la formazione per avere giovani capaci e competenti. Dotare le aree interne di collegamenti e servizi più efficienti per non avere l'Abruzzo a due velocità! Tutto questo si può fare!»




Ci racconti qualcosa di sé: quando è iniziato il suo impegno politico e qual è la sua storia?

«Mi sono laureato a Bologna in scienze politiche nel 1999. Invece, per quanto riguarda la politica mi sono tesserato nel 1994 al pds. Nel 1996 sono diventato segretario della sezione di popoli e ho svolto questo incarico per circa 10 anni. A 25 anni sono stato eletto come consigliere nella provincia di Pescara. Sono stato poi rieletto come consigliere nel 2004 e sono entrato in giunta come assessore al lavoro e alla formazione per 5 anni. Nel 2007 sono stato eletto segretario provinciale dei ds e poi del pd, ruolo che ricopro ancora oggi.»
Queste elezioni hanno consegnato un senato ingovernabile, come pensa che si evolverà la situazione? 
«Il problema fondamentale è quello della legge elettorale che va cambiata perché non garantisce la governabilità. Se al senato fosse stata utilizzata la stessa legge elettorale della camera avremmo avuto anche lì una maggioranza stabile. Non so se in questa legislatura sarà possibile farlo, ma la legge elettorale va sicuramente cambiata. Ora sarà difficile trovare delle solide intese per formare un governo stabile. Penso che la proposta di Bersani di formare un governo con il m5s non sia stata una proposta molto indovinata. Sono d’accordo con la proposta degli 8 punti ma vanno esternati in maniera chiara e diretta. Dobbiamo cambiare il linguaggio! Noi diciamo di volere le riforme costituzionali ma non siamo chiari, non diciamo quali. Cercherò di essere chiaro, noi vogliamo: il dimezzamento dei parlamentari, l’abolizione delle provincie e l’abolizione dei privilegi. Sono questi i nomi che gli dobbiamo dare per essere più diretti possibili con la cittadinanza.»
Cosa ne pensa del risultato elettorale del suo partito? E dell’exploit del m5s?
«Sicuramente il risultato è deludente per il PD e per tutto il centrosinistra. Probabilmente il nostro candidato non è riuscito a fare una campagna elettorale all’altezza delle aspettative. Non è riuscito a suscitare interesse e a dare speranza a tanta gente che ha votato o per Grillo o che sono tornati a votare, inaspettatamente, per Berlusconi che comunque ha avuto un tracollo di consensi. Il voto per il M5S è un dato che va preso assolutamente in considerazione. Bisogna capire perché un italiano su quattro abbia votato per grillo, voto probabilmente dovuto a una forte protesta, una forte disaffezione e distanza verso la classe politica. Pertanto non possiamo assolutamente sottovalutare questo nuovo fenomeno.»

Quali sono le sue proposte in merito alla situazione critica della struttura ospedaliera di Sulmona?
«Penso di essere come voi un ragazzo della valle peligna, a prescindere dal fatto che chi fa il deputato non debba confinarsi in una provincia o in un territorio. Dobbiamo fare un ragionamento di questo tipo in relazione agli ospedali minori: in Abruzzo abbiamo il problema che tante persone, per come questa giunta regionale ha impostato la sanità, vanno a curarsi fuori dalla nostra regione e questo ci costa 130 milioni di euro di perdite! Dobbiamo dare a queste persone la possibilità di curarsi e farlo nella maniera migliore possibile in questa regione con facilità e meno costi. Le strutture piccole non penso debbano essere dismesse come qualcuno ha pensato ma vanno mantenuti alcuni pilastri in termini di offerta sanitaria. Penso al pronto soccorso aperto 24 ore e non 12 e al potenziamento di reparti come chirurgia e medicina. Gli ospedali minori sul territorio vanno specializzati, cioè devono diventare il punto di riferimento quantomeno all’interno della propria ASL e se possibile anche a livello regionale.»
Una proposta concreta per scongiurare la chiusura dei tribunali minori(in particolare quello di Sulmona)?
«Quella del tribunale è una tematica che conosco meno.  Qualcuno pensa che il problema del tribunale sia stato superato con la proroga della chiusura ma questa è solo una scappatoia momentanea. Dobbiamo capire quale sia l’utilità di avere un tribunale aperto a Sulmona, quali utenze si rifanno ad essa e quali sono i costi da sostenere. Non credo agli interessi di una categoria bensì a quelli di un territorio. Va fatto un piano di tagli generale e non condizionato da campanilismi. Tutto ciò ci porta a un problema serio che è quello dei tempi della giustizia italiana. Dobbiamo capire quindi se il taglio dei tribunali è funzionale alla riduzione di questi tempi.»

Cosa ne pensa il suo partito dell’ambiente, in particolare di fonte Sant’Angelo e dell’inquinamento ex Montedison?
«Sulla Montedison c’è un grosso equivoco voluto da alcuni. Il governo ha individuato 50 milioni da destinare all’area di Bussi e se qualcuno pensa di continuare a scherzare, questi soldi andranno persi. Infatti questa cifra è vincolata all’area industriale e serve per la bonifica  e non per la discarica fuori dal polo industriale. Utilizzando questi soldi ci sarà un beneficio ambientale perché riusciremmo a dare posti di lavoro alle persone impiegate per la bonifica e a reindustrializzare una zona strategica.»

Un’idea per rilanciare l’occupazione: turismo, industria, agricoltura?

«Abbiamo sottovalutato il ruolo dell’industria sia in Italia che nel nostro territorio. Nella valle peligna c’è stata una spoliazione di molti nuclei industriali. Ce ne siamo preoccupati solo il giorno in cui abbiamo saputo che queste imprese chiudevano. Non abbiamo mai pensato come evitare che questo avvenisse o come qualcuno potesse ritenere questo territorio attrattivo. Parlo della Coca-Cola, della Cosmo e della Crodo. Bisogna quindi elaborare un piano industriale nazionale per far ripartire i territori. Abbassiamo  il costo del lavoro e potenziamo le infrastrutture .
L’Abruzzo ha una grande possibilità di sviluppo turistico ma siamo indietro rispetto alle altre regioni a livello di offerta e di marketing turistico. Abbiamo un turismo particolare che può dirsi pieno. Da un lato c’è quello costiero, dall’altro c’è quello interno comprendente delle località sciistiche più conosciute a livello nazionale. Infine c’è quello paesaggistico - culturale caratterizzato dai borghi. La materia prima c’è ma va intensificata la promozione. L’agricoltura invece va collegata ai prodotti tipici locali e alla loro promozione, in particolare il vino.»                                                                   


Antonio Di Bacco e Mattia Tedeschi

22 gen 2013

Attualità



OMNICOMPRENSIVO: SCHIAFFO A PRATOLA


Il 31 dicembre 2012, il consiglio provinciale ha bocciato la proposta di creare un polo  omnicomprensivo a Pratola Peligna, unendo l’istituto comprensivo “G. Tedeschi”, che comprende materna, elementari e medie, all’ I.T.I.S. “L. Da Vinci”.
In seguito a questa bocciatura, nei primi di gennaio, si sono scatenate grosse polemiche ed una vera e propria battaglia di comunicati stampa, i quali  non hanno fatto altro che confondere le idee ai cittadini.
Da una parte il Pd locale ha accusato la maggioranza provinciale di centrodestra( Pdl-Udc) ed in particolare Antonella Di Nino, secondo loro rea di avere scarso peso politico nonostante la carica di vicepresidente; la quale ha risposto di aver inizialmente appoggiato la proposta salvo poi cambiare idea per schierarsi con “la mia maggioranza nell’interesse della scuola e dei ragazzi,invitando a guardare il nostro territorio con una visione di insieme”, forse però troppo tardi.
Dall’altra parte Mastrangioli, capogruppo Pd in consiglio provinciale e promotore dell’emendamento, ha denunciato l’accaduto condannando “la maggioranza di centrodestra che, in maniera bulgara, ha bocciato la proposta dell’omnicomprensivo a Pratola ed ha fatto del puro terrorismo ideologico e strumentale sull’ITIS che nulla avrebbe aggiunto o tolto alla città di Sulmona, avendo essa i numeri per tre poli scolastici invece dei due poli ottenuti”. Dichiarazioni che hanno spinto Gerosolimo, consigliere Udc, a controbattere sostenendo che l’istituzione dell’omnicomprensivo non era percorribile da un punto di vista giuridico e tecnico.
Per provare a fare chiarezza una volta per tutte, ripercorriamo cronologicamente la vicenda.
L’accorpamento scolastico nasce per volontà di Tremonti, con l’intento di  risparmiare 63 milioni di euro. La legge, poi realizzata dal governo Monti, prevede, per il mantenimento dell’autonomia degli istituti scolastici, una popolazione compresa tra i 500 e i 900 alunni e quindi l’accorpamento degli istituti scolastici sotto questa soglia.
Nel luglio 2010 l’ufficio scolastico regionale propone, in base alla normativa nazionale, l’accorpamento dell’ITCG all’ITIS con presidenza a Pratola; la provincia, nel frattempo, delibera l’accorpamento senza specificare a quale istituto assegnare la dirigenza e nel dicembre 2010, la regione fa modificare il parere dell’USR e delibera l’aggregazione dell’ITIS all’ITCG, con presidenza a Sulmona.
A settembre 2011 nasce l’istituto d’istruzione superiore “De Nino” formato da ITIS ed ITCG. A causa delle poche iscrizioni però, nel settembre 2012, il “De Nino” scende sotto la soglia minima di 600 alunni e di conseguenza perde il diritto di avere un dirigente, finendo sotto un reggente, il preside del “fermi” di paolo, che va a dirigere addirittura 3 istituti per un numero complessivo di circa 1300 studenti.
Per scongiurare la perdita definitiva dell’autonomia dell’ITIS, a metà settembre 2012, , il consiglio comunale di Pratola Peligna approva, con voto unanime, un ordine del giorno con cui si propone l’istituzione di un polo unico che accorpi l’ITIS e i suoi 297 studenti, al “G. Tedeschi” e i suoi 650 alunni, il cosiddetto omnicomprensivo. Infatti nessuno assicura che, più avanti, se l’omnicomprensivo non viene approvato( come poi si è verificato) i bienni dell’itis, o addirittura la sede stessa, non siano spostati a Sulmona o che il comprensivo “Tedeschi” venga accorpato a quello di Raiano, che prevarrebbe perché comprendente scuole di paesi montani.
Tuttavia tale proposta non trova d’accordo il collegio docenti della scuola superiore pratolana, deciso a non accorparsi al “G. Tedeschi”, per rimanere insieme all’ITCG.
Infatti, in un documento firmato dalla quasi totalità del personale scolastico, vengono sollevati problemi tecnici che il realizzarsi dell’omnicomprensivo avrebbe comportato “ l’esclusione dell’itis dalla rete didattico-progettuale, l’impoverimento dell’offerta formativa e di conseguenza l’inesorabile declino della popolazione scolastica”. Voci non ufficiali dicono che il pericolo sarebbe stato quello di vedere la richiesta e la quasi sicura approvazione di nuovi indirizzi specialistici (informatica) da parte dell’ITCG, che avrebbe tolto ulteriori studenti all’ITIS.
Ma il comune, pensando che un paese come Pratola di 8000 abitanti, secondo della valle, il quinto dell’intera provincia, con tre scuole( ITIS, sede distaccata dell’IPSA e il comprensivo) non potesse perdere una dirigenza scolastica, decide di proseguire per la propria strada ponendo in primo piano il proprio territorio e la salvaguardia di una delle sue risorse. “La proposta approvata all’unanimità dal nostro consiglio comunale e trasmessa all’amministrazione provinciale per promuovere l’istituzione di un istituto omnicomprensivo non costituisce alcun ostacolo né nocumento alle ipotesi di dimensionamento degli istituti scolastici di Sulmona da dove”, spiega il sindaco Antonio De Crescentiis, “Continuiamo a registrare segnali del tutto contrari all’idea di Città-Territorio che spesso viene “agitata” ma mai messa in pratica. La nostra proposta, che non comporta alcuna presidenza in più e quindi nessun costo aggiuntivo, intende solo garantire alla comunità di Pratola Peligna la presenza anche negli anni a venire delle istituzioni scolastiche presenti nel nostro comune.”
Tutto questo per arrivare al 31 dicembre 2012, alla sonora bocciatura della proposta che, qualsiasi sia la scuola di pensiero in merito, aveva dei punti di forza oggettivi.
Si poteva garantire, con l’omnicomprensivo, l’esistenza sia dell’ITIS che del “Tedeschi”, anche per gli anni a venire. L’unica certezza ora è che Pratola è stata sconfitta e potrebbe perdere definitivamente una delle sue risorse.



Mattia Tedeschi

18 dic 2012

Attualità


PERCHE’ SPAZIO GIOVANE
ORIGINI, SVILUPPO E INTENTI DELLA NUOVA REALTA’ GIOVANILE


“Qui non c’è niente da fare, non c’è mai nessuno e quei pochi che ci sono non fanno nulla per migliorare la situazione, anzi si adattano rassegnati agli eventi.”
Chi di voi potrebbe giurare di non aver mai sentito, almeno una volta nella vita, tali parole? D’altronde è una classica frase pronunciata da chi, di solito, ha meno di 35 anni. Dalla netta opposizione alla passività rassegnata e dalla voglia di mettersi in gioco solo ed esclusivamente per il bene del proprio paese è iniziato a delinearsi, in un gruppo di ragazzi, il desiderio di dar vita ad un qualcosa di nuovo e duraturo nel panorama locale: spazio giovane.
Non è stato un progetto facile ma, con l’impegno di alcuni, iniziava a prendere forma. Dalla primavera scorsa ci sono state delle riunioni sempre più affollate, culminate nell’incontro del 27 aprile presso b’stek, a cui hanno preso parte circa un centinaio di giovani. Dopo tutte queste riunioni ed incontri si è delineato perfettamente.
Ottenute le stanze del piano superiore dell'ex caserma dei carabinieri e dopo avervi festeggiato l'inaugurazione della sede, che ha simboleggiato la sua nascita ufficiale, spazio giovane si è distinta per il suo forte impegno nel sociale. Come prima uscita pubblica, alcuni degli iscritti, coadiuvati dal dottor Gianvincenzo D’Andrea, delegato territoriale della fondazione ISAL, si sono occupati della realizzazione e della riuscita della seconda giornata contro il dolore. La manifestazione, svoltasi in 60 città italiane tra cui Pratola, sarebbe dovuta durare fino al tardo pomeriggio del 13 ottobre ma è terminata poco prima delle 13 per l’esaurimento del materiale; infatti, prima di pranzo, i ragazzi dell’associazione e i medici dell’ U.O. Anestesia e Rianimazione del presidio ospedaliero di Sulmona avevano già consegnato oltre duemila depliant informativi sulla tematica del dolore, 600 confezione di mele il cui ricavato è andato interamente alla fondazione ISAL per lo sviluppo della ricerca, ed erano stati compilati oltre 300 questionari sul tema della manifestazione.
Più nell’ambito ricreativo e folkloristico è stato l’evento “ aspettando san martino con spazio giovane”, che ha visto la numerosa partecipazione della cittadinanza Pratolana, giovanile e non, ed anche del circondario. Consumati oltre 60 kg di castagne, rigorosamente acquistati nei negozi ortofrutticoli della zona. Degustati i vini offerti dalle cantine: Blancodini, Margiotta, Valpeligna, Di Bacco, D’Alessandro. Inoltre la serata è stata animata dalla musica di Salvatore Carducci e Franco Sambuco.

Impegno sociale è stato dimostrato anche nell’adesione e nella realizzazione della vendita delle stelle di natale del 7, l’8 e il 9 dicembre, per conto dell’A.I.L. , importante manifestazione a sostegno dei malati e della ricerca italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma.
Ognuna di queste manifestazioni ha riscosso successo, segno quindi dell’ alta considerazione della nostra comunità per tematiche delicate quali la terapia del dolore e la ricerca scientifica e, quando è possibile, anche per “momenti di svago” da condividere tutti insieme.
Prima di concludere, è bene fare una precisazione.
In molti avvertono Spazio Giovane come se fosse un'associazione.
Un'associazione è fatta di persone con uno scopo in comune. Spazio Giovane invece è fatto di un’idea, prima che di persone. L'idea di dare voce a tutti coloro che abbiano qualcosa da dire. Ma soprattutto è fatto di uno spirito diverso: vuole aprirsi a tutti, per essere luogo di incontro, in cui stabilire relazioni e avviare una progettualità dal basso. Lo scopo deve essere stabilito volta per volta; prima di tutto vengono la discussione, l'incontro e la partecipazione.

 Mattia Tedeschi