Il castello
Piccolomini a Capestrano e Bominaco, sono pezzi di storia ricchi di fascino e
meraviglia che regalano ancora oggi panorami mozzafiato. L’Abruzzo è anche
terra di castelli.
Un occhio al
passato e l’altro al presente, sì, perché è proprio così che osserviamo quando
ci troviamo dentro un castello e guardiamo davanti a noi quel panorama così
immenso che era oggetto di controllo e difesa per i padroni di quel territorio,
e restiamo lì qualche secondo a fantasticare su come poteva essere tutto questo
secoli fa.
So di essere
non convenzionale proponendovi questo giro, giacché è tempo di mare e/o di
picnic in montagna, vedetela come un’ottima occasione per conoscere le origini e
la storia del territorio dove viviamo.
Il percorso
ha inizio a Pratola Peligna e ha una lunghezza di circa 100 km a/r, vi
consiglio di farlo in macchina o con la bici da strada per chi è allenato. Passando
per Popoli, andate in direzione Bussi officine. Attraversate Bussi sul Tirino e
poi prendete la strada statale 153 e seguite le indicazioni per Capestrano.
Il panorama
vede, come registi di bellezza e di fascino, la valle del Tirino e i Monti
della Laga. Prima di arrivare al paese, comincerete a vedere sulla destra il Castello
Piccolomini, che io ho immortalato nella foto assieme alla mia bici in
miniatura accomodata ribelle sulle mura.
Questo
castello, nato per ragioni difensive e oggi sede del municipio del paese, è
appartenuto ai Piccolomini d’Aragona e fu poi venduto alla celebre famiglia
fiorentina Dè Medici. Nel 1500 fu attaccato dalle truppe comandate da Braccio
da Montone, il quale assalì anche il Castello di Bominaco, l’altro protagonista
del nostro giro e dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità
dall’UNESCO.
Attraversate
il paese di Capestrano e prendete la strada provinciale 94. In prossimità di Navelli,
girate a destra sulla strada statale 153. Prendete poi l’uscita di Caporciano e
seguite le indicazioni per Bominaco. Man a mano che salite su questa terra
“oro” profumata in pistilli (lo zafferano dell’Aquila DOP), comincerete a vedere la torre del Castello
di Bominaco. Vi sembrerà di respirare aria di pace e tranquillità, e ne avrete
la prova entrando in quel magnifico oratorio di San Pellegrino posto alle pendici del castello, un piccolo scrigno di pregevoli dipinti
pittorici benedettini del ‘200. Dateci un’occhiata!
Il primo impianto del castello risale,
presumibilmente, al XII secolo; l'aspetto attuale, però, gli fu conferito in
seguito alla distruzione dello stesso, avvenuta durante la spedizione del
condottiero Braccio da Montone, come vi ho accennato prima. Il castello-recinto
fu, quindi, ricostruito sulla cresta della montagna (Monte Buscito 1171m), in
un punto raggiungibile attraverso un sentiero piuttosto scosceso. Oggi, per
arrivare al castello, dovrete salire su scalini di pietra che saranno continue
e nuove finestre per osservare il meraviglioso panorama sull’altopiano.
La torre conserva ancora le aperture nella
cortina che servivano da avvistamento. Guardando in alto scorgerete le catene
montuose del Gran Sasso, della Maiella e del Sirente che vi accerchieranno con
la loro bellezza; osservando in basso, l’occhio cade sulla pianura variegata
dai mille colori delle colture che in tutte le stagioni offre un superbo
spettacolo. Vedrete anche numerosi abitati, e la scelta dell’insediamento fu
probabilmente condizionata dalla possibilità di comunicazione visiva con i
castelli e conventi vicini.
Avete in mano un bel po’ d’informazioni su
questo splendido giro, ora non vi resta che andarci e di raccontarmi, se vi va,
le vostre emozioni e sensazioni.
Prima di fare vacanze altrove, finiamo di
scoprire la nostra regione e di conoscere noi stessi...è un viaggio che parla
di noi!
Anouk Fabrizi
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