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3 lug 2014

TERREMOTO GEROSOLIMO

Il candidato di Abruzzo Civico stravince le elezioni e innesca una resa dei conti nei circoli Pd locali. Sulmona, Pratola, Raiano e Scanno si interrogano anche per lo scarso risultato di Di Paolo. Disfatta del Centro Destra. Cresce il voto di protesta pentastellato.
Luciano D’Alfonso del Partito Democratico è il nuovo governatore della regione Abruzzo. Si è imposto con il 46,3% dei voti, su  Gianni Chiodi che con  Forza Italia e altri centrodestra si sono fermati al 29,34%. Doppiata Sara Marcozzi del Movimento 5 Stelle che ha raggiunto il 21,34%, Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista si ferma al 3,12%.

Dopo ben 17 giorni dalle elezioni, finalmente i dati sono diventati ufficiali (complimenti ai burocrati responsabili) e fra i tanti candidati della Valle Peligna, l’unico che ce l’ha fatta è Andrea Gerosolimo, della lista Abruzzo Civico in appoggio a D’Alfonso, con 5575 preferenze. Siccome è tempo di toto nomine poi, fra i tanti possibili assessori, figura anche il suo nome; quindi, dopo tanto tempo, potremmo ritrovarci ad avere non solo un consigliere in regione, ma addirittura un assessore.

23 mag 2014

GENZIANA O RATAFIA: INTERVISTA NON CONVENZIONALE AI CANDIDATI LOCALI

A cura di Piergiuseppe Liberatore e Mattia Tedeschi


NOME E COGNOME?
Massimo Di Paolo
PROVENIENZA?
Sulmona
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Laurea.  Dirigente  Polo Scientifico Tecnologico "E. Fermi" Sulmona
DESTRA O SINISTRA?
Sinistra
CANDIDATO CON?
Partito Democratico
UN’IDEA PER I GIOVANI?
Con una visione lungimirante, chiediamo ai giovani un atto di amore verso la terra da cui, immoralmente sono costretti a scappare.  Chiediamo loro che generosamente, frequentino scuole impegnative e serie, escano dalla valle, per continuare gli studi o  fare esperienze e tornino quando sono pronti per arricchirci e rimediare agli errori dei loro genitori. Sono loro la nostra speranza.
E PER LA VALLE?
Puntare tanto sul turismo. Creare  un piano turistico serio che coinvolga assi e settori diversi da strutturare in rete. Solo con una azione sinergica si possono produrre effetti incisivi e duraturi per l’economia della valle.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
Non lo dico.
GENZIANA O RATAFIA?
Genziana.




NOME E COGNOME?
Salvatore Di Cesare
PROVENIENZA?
Sulmona
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Operaio Enel in pensione, Consigliere comunale a Sulmona
DESTRA O SINISTRA?
Più a sinistra del centro sinistra…
CANDIDATO CON?
Sel (Sinistra ecologia e libertà)
UN’IDEA PER I GIOVANI?
Offrire ai giovani la possibilità di avere più voce in capitolo sulle decisioni che li riguardano  e che ipotecano il loro futuro. L'obiettivo è valorizzare la cultura e le tradizioni del territorio abruzzese attraverso i giovani. Può apparire un controsenso, ma non è così! I giovani vanno impegnati nella riscoperta delle tipicità che possono identificarci agli occhi della comunità europea. Questo affinché si appassionino al loro territorio e se ne servano per realizzare buone cose o per rappresentarlo fuori dai contesti istituzionali sterili e opachi. La genialità giovanile può proteggerci e arricchirci con idee fresche e innovative. L'intero progetto dovrà essere portato avanti proprio dal mondo dell’Associazionismo, dato che  cariche politiche e  di rappresentanza istituzionali sembrano ormai far parte di un asse ereditario irraggiungibile. Lo stesso dicasi per i voti e la carriera professionale. C’è posto per i figli di papà in Abruzzo e il sistema può essere smontato anche attraverso le corpose ed efficaci associazioni ambientaliste e a tutela della salute, in prima linea dalla parte del cittadino. E lì che va garantita la possibilità di crescita ai figli del popolo. Associazioni costituite o da costruire a misura di giovane, organizzazioni che naturalmente ruotino intorno alla green economy, all’ambiente, ai progetti sostenibili, allo sport e al mondo del volontariato. Per la nostra regione l’antidoto è la gioventù  da tutelare, sostenere, offrendo ai ragazzi spazio e umanità nel mondo dell’associazionismo. Dalle fondamenta, dal basso vanno garantiti preparazioni e nuovi ruoli per dar voce ai nostri bravi figli. Vanno sostenute le amministrazioni che elaborano politiche giovanili serie. Molti ragazzi, ad esempio, si appassionano all’agricoltura, mettono su orti e iniziative imprenditoriali innovative nel primo settore, in armonia con l’ambiente, vogliono tornare alla terra, occorre allora una politica agraria che dallo studio, agli spostamenti, ai corsi d’acqua e alla distribuzione della terra e dei semi permetta a queste fresche energie di liberarsi e produrre ricchezza senza ostacoli e problemi. 
E PER LA VALLE?
Ci sono progetti che potrebbero valorizzare la Valle Peligna e creare davvero occupazione, puntualmente arrestati dai campanilismi d’oltretomba. Mi riferisco soprattutto alla vicenda Fas. Penso ai sentieri dei parchi e al richiamo esercitato dalle nostre montagne, alle peculiari caratteristiche dell’entroterra abruzzese e alla gastronomia locale. Bisogna sostenere le iniziative che ruotano attorno al nostro patrimonio naturale per valorizzarlo, professionalizzare le strutture ricettive e sostenere eventi del territorio originali che possono prendere piede e portare ricchezza. Occorre mettere mano alle tratte ferroviarie dell’entroterra, poi attrezzare i treni per il turismo a due ruote. Cicloturismo e ciclismo urbano da garantire ovunque con strade sicure, piste ciclabili ovunque, disincentivando l’utilizzo dei veicoli a motore, garantendo sicurezza stradale e intensificando i presidi di polizia soprattutto in  quelli che comunemente chiamiamo zone di frontiera. La mobilità verde dalla Conca Peligna, ingresso e cuore naturale dei parchi, sarà d’esempio per tutti gli altri comprensori abruzzesi. La grave situazione economica sopportata dalle popolazioni della Valle non ha giustificazione, a chi si deve tanta ricchezza rimasta incolta e abbandonata? La risposta non ci autorizza a subire ulteriormente l’incapacità dei vecchi rappresentati per  finire nelle mani del messia di turno che scende per spaccare le nostre montagne o per asfissiarci con i suoi veleni in cambio di qualche posto di lavoro o di una piatto di lenticchie e pietruzze. Se abbiamo scelto la strada del rispetto della natura dobbiamo allenarci percorrendola costantemente realizzando progetti, e non mancano, che non compromettano la salute e l’ambiente.
SI CAPISCE QUANDO DICI LE BUGIE?
Non dico bugie, altrimenti mi cresce il naso.
GENZIANA O RATAFIA?
La genziana è ideale, ma sempre in compagnia!



NOME E COGNOME?
Simone Giovarruscio
PROVENIENZA?
Originario della Valle Roveto, oriundo Peligno.
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Sono laureato in psicologia con una specializzazione in clinica, più vari master; lavoro come direttore responsabile della onlus Treetà.
DESTRA O SINISTRA?
Né destra, né sinistra, né centro: oltre…
CANDIDATO CON?
Con i cittadini onesti, Movimento 5 Stelle.
UN’IDEA PER I GIOVANI?
È possibile destinare dei fondi regionali alla cultura, soprattutto nella realizzazione di luoghi insonorizzati in cui i ragazzi possono suonare e cantare gratuitamente. Bisogna trasformare la noia paesana in cultura.
E PER LA VALLE?
Fissare in regione l’obiettivo minimo della raccolta differenziata al 90% (almeno), agevolare la filiera corta per il riciclo e la lavorazione dei materiali di recupero, attraverso il riutilizzo dei capannoni in disuso, nella zona industriale Sulmona/Pratola Peligna, dandoli in comodato gratuito (o a basso costo) per i primi 3/5 anni alle imprese che si occuperanno della lavorazione del rifiuto riciclabile ad assumeranno giovani e/o inoccupati del nostro territorio.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
A volte sì, a volte no.
GENZIANA O RATAFIA?
Genziana sempre!


NOME E COGNOME?
Sandro Antonio Ciacchi
PROVENIENZA: Goriano Sicoli
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Laurea in Scienze Manageriali presso la Facoltà di Pescara; funzionario presso l’Agenzia delle Entrate di Sulmona.
DESTRA O SINISTRA? 
Centro destra
CANDIDATO CON?
Forza Italia
UN’ IDEA PER I GIOVANI?
Di idee ne ho molteplici, provo ad elencare quelle che per me sono le più fondamentali per risanare l’andamento attuale della Regione: creare una NORMA REGIONALE che favorisca l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani con idee innovative, che produrranno l’eccellenza nei vari campi d’interesse del territorio, parallelamente alle attività di sostegno per le imprese che assumono giovani. Affidamento d’incarichi a studi professionali che annoverano almeno un giovane nel proprio organico. Sostegno ai giovani che vogliono intraprendere l’attività imprenditoriale agricola. Nessuna esclusione dei giovani alla prima esperienza lavorativa.
E PER LA VALLE?
Sicuramente la difesa di quello che è già esistente, con conseguente valorizzazione delle potenzialità che indubbiamente il nostro territorio offre, attraverso la messa a sistema delle risorse turistiche, ambientali, culturali, architettoniche ed artigianali. Tutto questo sarà possibile sia attraverso la riconversione dei siti produttivi dismessi e sia attraverso la valorizzazione e riqualificazione dei centri storici con le attività in esso presenti. Permettimi inoltre di ricordare che fino ad oggi sono già stato impegnato come vice coordinatore dei Comuni coinvolti nel sisma dell’Aprile 2009 e che di conseguenza darò un’ulteriore sostegno nella ricostruzione post sisma.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
Certo che si… mi si allunga il naso. In realtà non riesco a dirle in quanto la mia scarsa memoria mi farebbe scoprire in fretta.
GENZIANA O RATAFIA?
Genziana tutta la vita, anche se la Ratafia di Prezza è buonissima.   


NOME E COGNOME?
Marco Saccoccia
PROVENIENZA?
Pratola Peligna
TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE?
Diploma di perito elettrotecnico conseguito presso l’ITIS di Pratola Peligna; imprenditore.
DESTRA O SINISTRA?
Centro destra.
CANDIDATO CON?
NCD, nuovo centro destra.
UN’IDEA PER I GIOVANI?
Far sì che tutti i giovani possano usufruire di una legge regionale, che permetta a tutti, fino ai 35 anni, di poter essere assunti con gli sgravi fiscali, previsti dalla legge 407, anche nel caso non abbiano maturato i due anni di iscrizione al centro per l’impiego.
Nel contempo, dare la possibilità ai datori di lavoro, di usufruire di bonus occupazionali più flessibili con un occhio di riguardo alle aree depresse, come la nostra.
E PER LA VALLE?
Ho in mente la creazione di cooperative di lavoro, improntate su criteri occupazionali dedicati soprattutto alle possibilità che offre il nostro territorio, quali soprattutto, turismo ed enogastronomia. E la defiscalizzazione per i giovani imprenditori con età inferiore ai 35 anni. È necessaria una verifica sul futuro, per quanto riguarda la protezione civile e l’ambiente e va rivalutato il complesso di S.Cosimo.
Altresì penso sia indispensabile il recupero dei centri storici, con sgravi fiscali per chi ristruttura gli edifici o con interventi diretti da parte dei comuni, per il recupero delle case, da dare alle giovani coppie o alle persone poco abbienti.
Penso sia utile poi, istituire in ufficio regionale che tuteli gli imprenditori e i giovani, quando questi presentano progetti per ricevere finanziamenti dalla UE. Tutela che va dal seguire l’intero iter delle pratiche, alla creazione dei dovuti sbocchi internazionali, per la merce prodotta.
Infine vorrei mettere a disposizione la mia esperienza, maturata nei più disparati campi, dal mondo dell’imprenditoria, a quello dello sport e del volontariato, perché la politica torni al servizio dei cittadini e non il contrario e con la speranza che la possibilità di essere eletti sia uguale per tutti e per tutti i partiti, non soltanto per determinate persone.
SI CAPISCE QUANDO DICI UNA BUGIA?
Assolutamente sì.
GENZIANA O RATAFIA?

Tutte e due, perché mi ricordano il mio territorio.

3 mag 2014

IL MISTERO DELLA PIRAMIDE


A proposito di cattedrali nel deserto, non potevamo esimerci dal parlare della costruzione che, nell’immaginario collettivo, è l’unica che s’incontra fra le sabbie del Sahara: la piramide. E già, da poco meno di vent’anni, dopo l’Egitto e il Messico, possiamo anche noi vantare di poter mostrare al mondo questa meraviglia.
Situata lungo la provinciale Fanesina, in località Capo Croce, in realtà la piramide è solo un artificio architettonico per rendere un po’ più vistosa la struttura, che la ASL commissionò per ospitarvi attività di carattere sanitario.

27 mar 2014

Un tuffo nello spreco


Doveva essere un vanto per tutta la comunità, invece vi ha suscitato solo biasimo.
Nei proclami di chi volle costruirla, la piscina comunale avrebbe donato prestigio a Pratola Peligna e dato la possibilità alla gente di tutta la valle di poter nuotare. Alla fine però, si è trasformata solo in un fardello per gli anni seguenti. In questo numero ripercorreremo questa vicenda, durata più di vent’anni.

6 mar 2014

DEL SIGNIFICATO DELLO SPORT. CRONACHE DAL MONDO DEL RUGBY


Sabato 22 Febbraio 2014, nonostante la mia lunga permanenza in una delle capitali del rugby italico, L'Aquila, per la prima volta ho assistito ad una partita dello sport per omaccioni dall'animo nobile.
Per uno come me, che ricorda ancora un accoltellamento ad una natica di un tifoso, reo solo di tifare la squadra sbagliata, nei corridoi che conducono all'uscita della tribuna Monte Mario (biglietto 80/90 euro), allo Stadio Olimpico di Roma. Per uno come me, che si spostò in tempo dalla carica dei tifosi del Pescara che assalirono una macchina di tifosi della Salernitana, che accidentalmente si ritrovarono nei pressi della curva nord dell'Adriatico. Per uno come me, che si è ritrovato fra le diatribe interne della tifoseria del Giulianova. Per uno come me, che è uscito scortato dai carabinieri dallo stadio di Sant'Omero e che poi, nella partita di ritorno a Pratola, ha ruggito parole di rabbia, quando il comandante dei carabinieri ha condotto fuori dall'Ezio Ricci, il più acceso dei sostenitori avversari.

23 feb 2014

attualità

PALAZZETTO DELLO SPORT: CATTEDRALE NEL DESERTO?

Da anni, la struttura che avrebbe dovuto ospitare l’imponente palazzetto dello sport di Pratola Peligna giace abbandonata, tra l’incuria e l’inciviltà della gente, in contrada Spinelle, nella periferia campestre del centro abitato.

Quello che, ad ora, rappresenta un monumento alla memoria dell’elefantiaca ed inefficiente amministrazione pubblica italiana, rimane così, incompiuto, ormai dal 2010.
Ma prima di giungere a quell’anno, in cui furono svolti gli ultimi lavori sullo stabile, vediamo di ripercorrere una vicenda che è iniziata quando qualcuno dei collaboratori di Parle Serie non era ancora nato ed il resto era troppo giovane per ricordare.

22 gen 2014

Attualità

<<…GELIDIS UBERRIMUS UNDIS…>>[i]. RENDIAMOLE ANCHE TRASPARENTI

Quando si parla di aziende che gestiscono i servizi pubblici, spesso ci si riferisce ad argomenti, che per tanta gente, rimangono del tutto misteriosi. Proviamo a far conoscere un po’ di più una di queste aziende, quella che gestisce il bene forse più prezioso, l’acqua, nella Valle Peligna. SACA (Servizi Ambientali Centro Abruzzo) è una società per azioni a capitale interamente pubblico. Ciò significa che i soci sono rappresentati solo da Comuni e fra di loro non c’è nessun privato. L’azienda è nata il 1 Gennaio 2003, in seguito all’osservanza di varie leggi regionali e alla finanziaria del 2001, tese a ‘’ottimizzare’’ la gestione delle risorse pubbliche. Il capitale sociale della società è di € 696.996, interamente versato dai 19 Comuni soci e diviso in quote di azioni paritarie fra gli stessi.

23 nov 2013

Attualità


NUOVA DEPUTAZIONE NEL CONSORZIO ATERNO-SAGITTARIO

Come promesso nell’articolo di Settembre, in questo numero, parleremo della situazione all’interno del Consorzio di bonifica interno Aterno-Sagittario. L’ormai ex presidente, Marco Iacobucci, non godeva da più di un anno della fiducia all’interno del Consiglio. 
Infatti a Luglio, sei consiglieri su dodici avevano firmato una lettera, in cui si chiedevano le dimissioni di Iacobucci, dopo che quest’ultimo aveva fatto approvare il bilancio dalla Deputazione, la giunta esecutiva del Consorzio, con i poteri che, in realtà, competerebbero al Consiglio.

23 ott 2013

Politica

#OccupyPD

In questo numero di Parle Serie, riprendiamo l’indagine sulla necessità di partecipazione politica avvertita da molti, soprattutto giovani, in giro per l’Italia. Parliamo del movimento, interno al PD, chiamato #OccupyPD (occupaipidi), nato ai tempi dell’elezione del Presidente della Repubblica. # è un simbolo ormai noto a tutti i frequentatori di social network, chiamato hashtag ed ha la funzione di creare delle etichette, delle parole chiave, utili a raggruppare tutte le pubblicazioni in base all’argomento.

22 set 2013

Politica

SPACCATURA IN LIBERA PRATOLA: TROPPE PAROLE, POCA CHIAREZZA

Ve la ricordate la lista ‘’Libera Pratola’’? Quella che appoggiò il candidato Sindaco Marco Iacobucci alle comunali del 2012? Bene, dagli ultimi fatti si evince che il patto fra Iacobucci e alcuni dei suoi vecchi compagni di squadra si sia rotto. Francesco Tedeschi, Luigi Di Loreto, Salvatore Zavarella, Olindo Ortenzi e Mario Ramunno hanno preso le distanze dal Consigliere comunale tramite un comunicato stampa uscito il 31 Agosto scorso.

12 ago 2013

Politica

VOGLIA DI PARTECIPAZIONE: SULMONA BENE IN COMUNE

Con questo articolo, voglio cominciare un’indagine sulla necessità di poter partecipare alla vita politica, avvertita da sempre più cittadini. Non sono né un politologo, né tantomeno un sociologo, ma solo una persona come tante altre, che ha notato qualche novità nel panorama politico,

23 giu 2013

Politica

SETTE PRETENDENTI SPOSI PER…UNA CITTA’: SULMONA

Il marito su cui è caduta la scelta

Dal 10 Giugno scorso, Peppino Ranalli, candidato del centrosinistra, è il nuovo sindaco di Sulmona. Si è imposto al ballottaggio sullo sfindante del Pdl, Luigi La Civita, giunto al secondo turno per la improvvisa morte, durante la campagna elettorale, dell’ingegner Fulvio Di Benedetto.
Ranalli si era imposto nelle primarie per la scelta del candidato sindaco a Gennaio, anche se la figura che da anni riesce a condizionare le mosse del PD locale, Bruno Di Masci, per un periodo aveva messo in dubbio la legittimità della sua candidatura, con il pretesto che il partito che lo rappresentava non esistesse più, facendosi beffe del parere di migliaia di elettori. Comunque alla fine il problema è rientrato ed anche il PD ha appoggiato il neo sindaco. Al momento della scelta degli assessori sono comunque scoppiate nuove polemiche nel Partito Democratico sulmonese. Infatti, Antonio Iannamorelli, dopo essersi candidato alle primarie, aveva propugnato la formazione di una sua lista in appoggio a Ranalli, anche se lui non era direttamente candidato. La presentazione da parte dei Democratici di una rosa di nomi, che non vedeva presente Iannamorelli, ha provocato le sue dimissioni dal partito. Alla fine però, la composizione della giunta è stata fatta. Il sindaco ha tenuto a precisare che quella che ha presentato è solo la sua squadra e non fa riferimenti ai partiti (nel senso che non ci sono state spartizioni di poltrone) ed è così composta: Luciano Marinucci, nella rosa dei nomi PD, allo sport, all’edilizia sportiva, all’associativismo e alle politiche giovanili; Anna Grazia Valdo, candidata nella lista PD, all’ambiente, ai trasporti, ai servizi pubblici, alle innovazioni tecnologiche e informatizzazione, alle politiche comunitarie ed ai servizi demografici e statistici; Enza Giannantonio, non candidata esponente di SEL, con le deleghe alle pari opportunità, al lavoro, all’istruzione e al contenzioso; Antonio Iudiciani, candidato in una lista in appoggio al sindaco appena eletto, ha ricevuto le deleghe al bilancio e al patrimonio; infine Stefano Goti, non candidato, si occuperà di lavori pubblici ed attività produttive.
Ranalli ha dichiarato di essere contrario al metanodotto e alla centrale di decompressione, ha poi manifestato l’intenzione di attivare una convenzione con la ASL per i lavori che necessita l’ospedale e di voler avviare una collaborazione con i comuni limitrofi. Ma il primo provvedimento che vuole adottare è quello teso alla modifica del regolamento del consiglio comunale che non permette l’assegnazione di deleghe ai consiglieri, infatti la volontà del sindaco è quella di affidare incarichi ad ognuno dei 16 consiglieri, anche a quelli di opposizione. Questi, il sindaco e gli assessori cominceranno a lavorare ufficialmente il 28 Giugno, con la convocazione del primo Consiglio Comunale.
Gli altri
Ranalli si è imposto in una competizione elettorale, caratterizzata da una scarsa affluenza alle urne, nonostante o forse perché i contendenti erano sette, ognuno con la propria ricetta per la città. Ho chiesto ad ognuno degli altri candidati, la loro impressione sul proprio risultato. Dichiarazioni che vi riporto di seguito.
In rappresentanza della lista Sulmona Unita per Fulvio Di Benedetto sindaco, avevo chiesto un parere alle due principali anime della coalizione, il gruppo di Sulmona Democratica e Andrea Gerosolimo. Purtroppo solo i primi ha dichiarato quanto segue: <<Sulmona democratica è nata perseguendo lo spirito di passione per la buona politica, quella che va oltre gli ottusi schemi di contrapposizione politica che ingessa e paralizza la città, e che di conseguenza coinvolge tutto il territorio peligno rallentandone lo sviluppo su più fronti . Abbiamo perseguito il confronto politico senza pregiudizi alcuni, con il risultato che altre liste hanno creduto a questo messaggio, da cui è nato il progetto di "Sulmona Unita". Nella persona di Fulvio Di Benedetto, avevamo trovato il garante di tale progetto, un candidato sindaco che sarebbe stato il sindaco di tutti, non di un partito, o di una corrente, ma di tutti.
Il 15 maggio, Fulvio è tragicamente morto, durante un confronto tra gli altri candidati sindaci. Avremmo voluto fermarci, rimandare le elezioni di poche settimane, ma un vuoto normativo e la mancanza di solidarietà di tre candidati sindaci, Ranalli, Susi e La Civita, ci hanno imposto di andare avanti. Lo abbiamo fatto per dovere morale nei confronti di Fulvio, e più di 3800 persone hanno dato fiducia alla nostra coalizione: Sulmona ha risposto con orgoglio ed affetto ad una meravigliosa persona che non è più tra noi. Mimmo Di Benedetto, di Sulmona Democratica, è stato il candidato consigliere più votato della coalizione, e anche questo per la nostra lista è stato un risultato soddisfacente, pur essendo per noi queste elezioni farsate, con candidati consiglieri che hanno dovuto correre in una situazione obiettivamente impari rispetto ed elettori che non hanno avuto la stessa possibilità di scelta democratica di tutti gli altri. Sulmona avrà un sindaco, su cui graverà la responsabilità di aver fatto "spallucce" ad un' intera coalizione e a più del 21% degli elettori. Chiederemo ricorso agli organi preposti, per portare giustizia democratica in questa paradossale tornata elettorale, con la coalizione di Sulmona unita, e con chi ci vorrà stare.’’
Luigi la Civita, giunto al ballottaggio appoggiato dal Pdl: ‘’ Il centro destra riparte da questo patrimonio di voti, facendo tesoro degli errori commessi e stando più vicini ai reali problemi della città. Un nuovo ciclo, una nuova classe dirigente, giovane e dinamica. Lavoreremo anche dai banchi della minoranza, in primis: sull'affidamento in house del servizio rsu al Cogesa, affidamento in gestione ai privati dei poli della cultura, questione centro storico a 360 gradi (esempio sgravi Imu e tarsu alle attività produttive). Saremo sempre costruttivi nell'interesse della città e del comprensorio tutto.>>
Enea Di Ianni, l’altro candidato di centrodestra: << E' stato un momento-verità per due ragioni:
La prima è che abbiamo trovato il coraggio di presentarci senza padroni o santi protettori.
La seconda è che abbiamo creato un gruppo che ora, trasformandosi in movimento socio-culturale-politico, proseguirà il percorso avviato con l'impegno di portare a COMPIMENTO il progetto posto in essere in campagna elettorale. Il fatto, poi, di aver conseguito il 5° posto tra le liste civiche (ce n'erano in lizza 13!) e di aver superato in voti di lista il raggruppamento del PDL ufficiale, non può che farci ritenere soddisfatti del lavoro svolto e dell'assenso ricevuto. Rimaniamo una compagine del Centrodestra che si avvia a operare scelte senza forme di sudditanza e soprattutto finalizzate al benessere di Sulmona e della sua gente, con l'ambizione di poterlo fare senza cedere a ricatti o compromessi di sorta. Ascoltando la gente, sempre.>>
Per Palmiero Susi (Sulmonabruzzo), riporto quanto ha dichiarato su AbExpress: <<E’ stata una campagna elettorale strozzata da eventi gravi e caratterizzata da tattiche politiche (troppi candidati consiglieri) che ne hanno imbastardito il valore e l’importanza. Non riteniamo, quello raggiunto, un grande traguardo anzi ci sembra di assistere ad un film già visto, ad un futuro che non può che essere specchio del passato. Sono queste le ragioni perché noi di “Sulmona viva” e di “per la mia Sulmona” non abbiamo dato indicazione di voto. Il nostro Progetto Politico-amministrativo non è interrotto. Saremo presenti, fedeli al nostro programma, con costante e forte vigilanza nel seguire quella che sarà l’azione del prossimo governo cittadino>>.
Gianluca De Paolis, candidato del M5S: <<Con 500 voti nasce a Sulmona il M5S. A qualcuno possono sembrare pochi ma pensando che sono voti spontanei e che probabilmente non torneranno più ai partiti, questi 500 voti sono per noi un punto di partenza per costruire nella Valle Peligna un movimento solido e pronto per affrontare i prossimi appuntamenti elettorali.
Già in altri comuni come Popoli, Pratola Peligna, Pacentro e Raiano si stanno formando gruppi del M5S. Ormai il solco è stato tracciato e siamo convinti che presto molti comuni avranno il piacere di ospitare i consiglieri del M5S.>>
Infine la novità di queste elezioni, Alessandro Lucci, candidato del movimento cittadino Sulmona Bene in Comune: << Ciao sono Alessandro Lucci di SBiC, Sulmona Bene in Comune... Un inizio così vi sembra troppo informale? Eppure una delle etimologie più riconosciute di “ciao”, che fa derivare questo termine da una parola veneziana “schavo” cioè “sono il tuo schiavo”, dà il senso a questa frase e a tutta la nostra campagna elettorale ed al valore principale che volavamo dare al nostro futuro sindaco: una figura istituzionale che riuscisse a dare una diretta chiave di comunicazione tra le istituzioni e i cittadini.
Naturalmente il saluto e l'informalità non bastano per amministrare una città ma danno un chiaro segno di rinnovamento e di approccio ai problemi ed aprono alla partecipazione tra chi è stato delegato e chi, dopo la delega, vuole comunque essere parte attiva della vita e della progettazione del proprio luogo.
SBiC intendeva ed intende amministrare Sulmona come un bene comune, cioè accessibile a tutti, e l'avrebbe fatto e lo farà attraverso la democrazia partecipata con strumenti nuovi o già testati su altri comuni virtuosi.
La partecipazione, quella vera, non è mettere al voto questa piuttosto che quell'altra idea ma presentarsi alle persone scevri del proprio preconcetto e decidere attraverso l'ascolto e non solo quali saranno le priorità che gli stessi cittadini chiedono e progettandole insieme.
Mi rendo conto che poter chiedere ad un elettorato la fiducia su queste basi non è semplice. E' come dire: “votarmi è come votarsi”. Ed anche per la figura del sindaco non è stato semplice trovare anche solo il motto per distinguersi e far capire, che la visione su un’amministrazione SBiC si allontanava da destra-centro-sinistra per arrivare ad una collettività che si auto-regolamenta anche lontano dalle elezioni. Il motto che abbiamo scelto “25000 sindaci” però ha funzionato ed abbiamo ricevuto 1550 voti con una sola lista e con molti voti disgiunti tra tutte le forze in campo. Possiamo perciò cominciare a ritenerci davvero trasversali? Nella settimana precedente al ballottaggio tutte le altre liste si sono rivolte a noi come un possibile partner, aspiravano all'eredità dei voti o alla nuova visione di cui siamo portatori?
Per questioni di punteggio entreremo in amministrazione solo se vincerà il rappresentante del centro sinistra 
(come poi in effetti è andata) altrimenti continueremo a lavorare dal basso al rinnovamento del tessuto sociale della nostra città, del nostro territorio come facciamo da anni. >>


Piergiuseppe Liberatore

Politica


UN PRESIDENTE DI TUTTI, CON POCHI SOLDI DI TUTTI

Con un tweet, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, il 31 Maggio annunciava che il Consiglio dei Ministri aveva appena approvato il ddl per l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e il passaggio all’incentivazione fiscale nei confronti dei contributi privati dei cittadini. Negli stessi giorni si riaccendeva il dibattito su uno dei cavalli di battaglia del Pdl: l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Analizziamo allora, un po’, i due temi. Innanzitutto va detto che il finanziamento vero e proprio fu abolito con il referendum del 1993 (ci sarebbe da discutere sul fatto che, per una questione così complicata, venga chiamato ad esprimersi il popolo. Ma tagliamo la testa al toro, dicendo che il popolo è sovrano.) ma che è poi continuato ad esistere sotto forma di rimborsi elettorali. Il risultato? Una decisione presa forse nella maniera sbagliata, un banale trucchetto per non renderla effettiva, problema mai più affrontato, perché si credeva di fare tutti contenti e fessi, politicanti (ma anche definirli così è troppo per loro) che si sono abbuffati e la rabbia dei poveri cristi che pagano le tasse. In quasi la totalità dei paesi europei, l’intervento pubblico per le casse dei partiti è la prassi, perché vissuto come garanzia per la democrazia.
Dov’è la differenza con quanto accade nel Bel Paese? Che all’estero, le regole, i tetti e i paletti sono ferrei, le spese contenute ed accettate dall’opinione pubblica. Il disegno di legge dei nostri ministri, prevede che i soldi per le spese dei partiti provengano solo dai privati dal 2016, tramite donazioni del 2 ‰ sulla dichiarazione dei redditi o tramite donazioni volontarie con agevolazioni fiscali. Nel frattempo le risorse pubbliche saranno ridotte al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% il terzo anno. Il dubbio che mi viene è questo: con la generale disaffezione e la diffidenza verso la politica, chi si sognerebbe di dare i soldi ai partiti? Una risposta me la sono data subito, infatti ho pensato che li donerebbero solo coloro i quali hanno interesse a farlo. Avere degli interessi, quindi vantare dei crediti nei confronti di chi dovrebbe agire per il bene comune, non è proprio bello, per usare un eufemismo. Per farla breve, legalizzare le “mazzette”, può andare bene negli USA, dove il liberismo è una religione, ma non da noi dove i fatti ci mettono davanti troppo spesso, alle truffe di mascalzoni, che pensano solo alle loro tasche. Allora perché non prendere semplicemente la parte del ddl che prevede la graduale riduzione dei rimborsi elettorali, prolungarlo per alcuni anni, fino ad arrivare, che ne so, al 10% delle spese attuali, rendendole ragionevoli ed evitare che si avvii un giro di donazioni e piaceri? Perché non imporre delle regole ai partiti, affinché i soldi non rimangano nelle sfere alte, siano distribuite sul territorio, dove è sempre più difficile fare politica, evitando così che siano nelle mani di pochi dirigenti, che potrebbero cadere in tentazione? Perché non imporre per legge, le uniche cose per cui poter spendere i finanziamenti o rimborsi che siano? Alla luce del ragionamento, a me, queste sembrano proposte un po’ più logiche dei semplici “taglio e rimpiazzo” proposti. Passando all’altra questione, premetto subito, che bisognerebbe avere un sacro rispetto verso quello che realizzarono, dopo la guerra ed il nazifascismo, i padri costituenti. Per questo, proposte che prevedono consistenti modifiche della Costituzione, personalmente, mi sono quasi sempre indigeste. Non so a voi. Fino ad ora, però, il dibattito sull’elezione diretta del Presidente della Repubblica, oltre ad essa stessa, non ha prodotto proposte concrete. L’idea sulla forma istituzionale che dovrebbe assumere lo Stato ancora si delinea.
La proposta trova, nella presunta scarsità di poteri da parte del capo del governo e nel fatto che, con l’interpretazione da parte di Napolitano del suo ruolo, di fatto, secondo alcuni, l’Italia sarebbe diventata una repubblica semipresidenziale, la sua ‘’legittimazione’’. Inoltre si è detto che, cambiare l’assetto dello stato è necessario per trovare una legge elettorale decente, che assicuri stabilità nei governi. In realtà, è facile dimostrare il contrario. Negli ultimi anni, a cominciare da quelli del berlusconismo ruggente (governi Berlusconi II e III), il ruolo del parlamento è stato sostanzialmente svuotato, con la pratica dei voti di fiducia, con cui il governo ha concentrato su se stesso il potere esecutivo (che gli compete) e quello legislativo (che toccherebbe alle Camere). Poi andando a leggere la Costituzione, si può notare che Napolitano non ha prevaricato le sue reali competenze; infatti, una volta verificata la presenza di una maggioranza in parlamento, nessuno al di fuori del PDR può nominare il capo del governo: ‘’ Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.’’ (Art. 92 della Costituzione, secondo comma). Infine, il porcellum fa schifo di suo, la sua oscenità non ha bisogno di spiegazioni. Adesso pensare di rimettere la scelta del Capo dello Stato e garante dell’unità nazionale, in mano al popolo, in un Paese dove le tendenze ai populismi ed alla personalizzazione dei partiti sono palesi e storicamente accertate, dove la polarizzazione della lotta politica, con conseguente vittoria dell’avversario quasi mai accettata, è fortissima e dove le regole sono spesso fatte solo per essere eluse, mi sembra folle. O quantomeno è quasi sicuro che eletto in questo modo, il PDR non sarebbe il Presidente di tutti gli Italiani. Facendo il raffronto con i paesi dove vige il presidenzialismo o il presidenzialismo a metà, spesso si verifica che il presidente è espressione di una parte politica, mentre la maggioranza in parlamento di un’altra, invece è pensabile che, con un’adeguata legge elettorale, nelle repubbliche parlamentari, una solida maggioranza esprima un solido governo, rendendo la sua azione più forte e con meno intoppi.
Infine non dimentichiamo che Pertini o Ciampi non sono stati eletti direttamente dal popolo, ma dal popolo sono stati amati. Vi lascio con una provocazione: se alla fine del ciclo di riforme, ci ritrovassimo un Presidente della Repubblica, con tanti poteri, eletto da una parte del popolo e vincolato a ricchissimi imprenditori, finanzieri o banchieri, che gli hanno finanziato la campagne elettorale? Forse, la mia è tendenza a drammatizzare, più che a provocare, ma se si parla della nostra amata patria, non si può mai dire.

Dal centro per la salvaguardia della ragione, il vostro affezionatissimo.


Piergiuseppe Liberatore

22 mag 2013

Politica



L’OPINIONE DI PEPPONE


6 Maggio 2013, il demiurgo, principale artefice dell'ordine imperfetto, corrotto e corruttibile della I Repubblica, non c'è più. Due giorni dopo,''sua emittenza'' Berlusconi, che della II Repubblica è stato l'equivalente di quello che fu il Divo Giulio per la prima, riceve conferma di quella che è, al momento, la sentenza più dura che lo riguarda (soprattutto per l'interdizione dai pubblici uffici). Ci sarebbe da essere felici, speranzosi di poter finalmente intravedere un radioso avvenire, ma guardi alla realtà e vedi gli ultimi figli del sistema creato tra la fine della guerra e tangentopoli, cresciuti in quello rozzo e abbozzato che lo ha sostituito, garantiti da un Presidente della Repubblica in netta antitesi con il concetto di futuro, vista la sua età, tutti insieme alla ricerca della loro ragion d'essere, con l'unico obiettivo che sia il più a lungo possibile. Allora se nell'opinione del numero di Marzo, Juan Miranda ammoniva chi invocava con leggerezza la rivoluzione, adesso io la desidero, voglio un sovvertimento di tipo morale, ma che riesca anche a travolgere tutti i vecchi interessi cristallizzati e immobilizzanti che incatenano questo Paese alla sua triste realtà. Solo questo genere di cambiamento può donarci la felicità. Una felicità che sarebbe figlia dell'orgoglio di far parte di una nazione di cui andare, dopo tanto, fieri.


23 apr 2013

Politica

LE 16 DOMANDE DI PARLE SERIE A DE CRESCENTIIS

A poco meno di un anno dalla rielezione a sindaco di Pratola, ho posto alcune domande ad Antonio De Crescentiis, per conoscere la situazione attuale dell'amministrazione, ma anche un po' l'uomo che c'è dietro la figura istituzionale.

1- Il 7 Maggio dell'anno passato, sei stato rieletto per guidare la nostra comunità, con proporzioni che oserei definire plebiscitarie. Innanzitutto ti aspettavi quel tipo di affermazione? E quali emozioni hai provato negli attimi e nei giorni immediatamente successivi?
Sinceramente avevamo la sensazione di poter vincere le elezioni, ogni sera la partecipazione alle nostre iniziative cresceva sempre di più e i segnali di apprezzamento del nostro operato arrivavano da molte parti della nostra comunità. Ma non credo di poter dire che ci aspettavamo quei numeri.
Per il resto, presumo che la forza, gli stimoli e quando ce n'è bisogno anche il conforto, li trovi in famiglia. Come ti aiutano tua moglie e tuo figlio?
E nel Circolo di Pratola?


E’ stata un’esperienza straordinaria alimentata non dal freddo calcolo di quello che si doveva fare ogni giorno per aumentare il numero dei voti da prendere, ma dallo scambio continuo di emozioni, di opinioni e di sensazioni con tanti giovani e con tante cittadine e cittadini che hanno creduto nel nostro modello di governo della città. Francamente dall’attimo successivo alla proclamazione ho sentito la responsabilità, per fortuna non nuova, di guidare la nostra comunità per altri cinque anni in una fase che sapevo essere ancora difficile per la nostra nazione.

2- Facci un riepilogo del primo anno del secondo mandato.
Eleggere un sindaco per il secondo mandato ed una squadra in parte già esperta può significare, per una cittadina, non subire interruzioni e perdite di tempo. Posso dire che nel nostro caso è avvenuto proprio questo. Quindi sin dal primo giorno, senza indugi, abbiamo ripreso il nostro lavoro arricchito dal contributo apportato delle nuove leve.  Da una parte stiamo dando continuità ai progetti già avviati negli anni scorsi e solo per fare qualche esempio cito il nuovo asilo nido (il cui bando è stato già indetto), l’intervento di metanizzazione che si sta realizzando in questi giorni in Via Palazzo (che doterà di un servizio importante le aziende pratolane di quella zona) oppure la realizzazione della palazzina di edilizia a canone sostenibile in via Marconi con annessa riqualificazione urbana della zona (il cui bando sta per essere indetto a settimane). Dall’altra parte stiamo programmando nuovi interventi importanti, per la cui realizzazione dovremo aspettare ancora, ma che pensiamo possano essere apprezzati dalla città.

3- Invece qual è il ricordo migliore, il risultato più significativo dei tuoi primi cinque anni da sindaco?
6 anni fa abbiamo iniziato a lavorare dopo aver vinto la prima tornata elettorale con uno scarto di soli 70 voti. Sapevamo di avere di fronte a noi una sfida complicata ma nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato non ci siamo mai scoraggiati e ce l’abbiamo messa tutta… ogni giorno. Con questo voglio dire che il ricordo migliore dei primi cinque anni è legato alla squadra con la quale ho potuto fare tutto quello che i cittadini hanno premiato nel maggio scorso, con i numeri che tutti conoscono. Non ho lavorato mai da solo, c’è stato un gruppo di persone che insieme a me, condividendo le ansie, le idee, ma soprattutto l’amore per questa cittadina, si è dedicata totalmente all’interesse della comunità e ha saputo offrire concretamente l’idea che una paese migliore è realmente possibile.

4- Dopo sei anni da amministratore, quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato? Quali sono i fattori che possono ostacolare il lavoro di un sindaco?
Accanto alla difficoltà ormai nota a tutti costituita dalla assoluta mancanza di soldi (tanto per essere chiari) con la quale abbiamo dovuto imparare a convivere oggi amministrare significa subire senza possibilità di soluzione alcuna la lentezza pazzesca della burocrazia. Se oggi hai un’idea e domani trovi il modo per realizzarla rischi di dover aspettare quattro anni per farla diventare realtà. Faccio un esempio concreto. Nel 2009 abbiamo chiesto un finanziamento di 60.000 euro per dotare la scuola elementare e materna di Piazza Indipendenza di una scala di sicurezza antincendio...abbiamo ricevuto il via libera definitivo solo il 10 aprile del 2013. Penso che il cittadino abbia diritto a risposte immediate ai propri bisogni e questo diritto purtroppo in Italia non viene preso in considerazione. Esistono leggi e regolamenti che invece che semplificare sembrano studiati apposta per complicare le azioni dei Comuni.

5- Parliamo dei rapporti con l'opposizione. l'impressione è che ci sia poco dialogo e che quindi il rapporto sia poco costruttivo. A che cosa è imputabile questo?
Il rapporto con l’opposizione non è mai semplice, ma sinceramente trovo che sia del tutto normale ed anche giusto. Noi abbiamo la responsabilità di governare, loro quella di vigilare sul nostro operato. Inoltre abbiamo una “visione politica” delle cose molto differente.
Noi dobbiamo essere capaci di prendere la parte “buona” dell’azione delle opposizioni: quella di stimolo a fare meglio e di più.
Dire che non ci sia dialogo però mi pare eccessivo.

6- Un amministratore deve stare vicino alla sua gente. Tu sei al pieno servizio della popolazione, sindaco a tempo pieno e ti si incontra spesso per strada. Però in questo momento difficile, non tutti hanno compreso alcune vostre scelte. Stiamo parlando della rogna IMU. Perchè sono state applicate le aliquote massime? Con il senno di poi, prenderesti le stesse decisioni? E' in programma qualche mossa per alleggerire la pressione dell'IMU?
Sì, mi piace vivere Pratola ogni giorno e ovunque. Credo che faccia parte del ruolo del Sindaco incontrare, ascoltare e confrontarsi con i propri cittadini, tranquillamente e in ogni luogo, dal supermercato alla piazza. Lo faccio anche perché credo sia giusto dare la certezza che il Comune è un’Istituzione importante ma, a differenza di altre a livello più alto, vicina al cittadino. Per l’IMU, che considero una delle pagine più assurde della storia della nostra nazione, noi abbiamo agito in coscienza senza alcuna volontà di nuocere ai cittadini e con l’obbiettivo di continuare a garantire i servizi a tutti ma anche un bilancio comunale con i conti in ordine. Con “il senno di poi” si possono fare tante cose ma quello che conta, quando hai una responsabilità, è quello che decidi di fare nel momento in cui sei chiamato a farlo. In queste settimane stiamo lavorando per capire come alleggerire il carico di questa follia tutta italiana che si chiama IMU. Anche se nel frattempo qualche “scienziato” a Roma si è inventato la TARES e continua a ridurre i finanziamenti ai Comuni… ma questa è un’altra storia.
7- Vediamo se riusciamo a racchiudere in poche parole, un ampio discorso riguardante i nostri istituti e le nostre strutture scolastiche. Omnicomprensivo: quali erano le motivazioni della tua proposta? Anche se non è stato accettata, cosa potete fare per tutelare l’Itis e l’Istituto Comprensivo? Per quanto riguarda il finanziamento ottenuto con il Decreto del Commissario alla Ricostruzione n°89 del 27/12/2011: quando e di quanto è stato ridotto e come saranno destinati ora i fondi?
Avevamo proposto l’Omnicomprensivo per garantire a Pratola la presenza di un’istituzione scolastica autonoma per i prossimi anni, non siamo riusciti nell’obbiettivo certo non per responsabilità dell’amministrazione comunale. A questo punto credo che il compito di “tutelare” le istituzioni scolastiche di Pratola sia rimesso, in massima parte, ai Dirigenti Scolastici ed ai Docenti. Mi voglio augurare che soprattutto quelli dell’ITIS, che si sono dati molto da fare per esprimere contrarietà alla nostra proposta, oggi si diano da fare con le stesse energie, per mantenere vivo questo Istituto importante. Per quanto riguarda il finanziamento per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, purtroppo a seguito di verifiche tecniche eseguite qualche mese fa, abbiamo dovuto prendere atto che la riduzione di un 1 milione e duecentomila euro ci impone responsabilmente di rivedere l’idea del polo scolastico. Noi abbiamo sempre lavorato per garantire scuole antisismiche e sicure ai nostri bambini e nonostante la forte riduzione (da 6 milioni a 4,8 milioni) riusciremo comunque nel nostro obbiettivo. Alla fine per un genitore quello che conta è accompagnare i propri figli in una scuola sicura al cento per cento e questo desiderio a Pratola sarà soddisfatto grazie al nostro lavoro. Avevamo chiesto 6 milioni e mezzo, alla fine ce ne hanno assegnati 4,8 e arriveremo all’obbiettivo della sicurezza. Mi chiedo e chiedo ai lettori: “Se non avessimo pensato al nuovo polo e avessimo chiesto meno?”…..il taglio ci sarebbe stato comunque e una risposta potrebbe essere che non avremmo potuto raggiungere lo scopo primario.

8- Invece la costruzione del nuovo asilo comunale per quando è prevista? Quali saranno i benefici che porterà?
Per l’asilo nido, la settimana scorsa è scaduto il termine per la prima fase della gara d’appalto. Nelle prossime settimane partirà la seconda fase e contiamo di iniziare i lavori entro la fine di quest’anno. Un asilo nido antisismico è stato da sempre uno degli obbiettivi prioritari della nostra amministrazione, perché in una zona sismica come la nostra tutti devono stare al sicuro… soprattutto i più piccoli.

9- Restando sul tema della prevenzione sismica: ci sono i fondi per la messa in sicurezza degli edifici? Perché non iniziamo una grande campagna di informazione? D’altronde anche l’informazione è prevenzione.
Per quanto riguarda gli edifici pubblici l’intervento sugli edifici scolastici e il nuovo asilo nido costituiranno opere fondamentali in tema di prevenzione sismica. Entro il mese prossimo parteciperemo ad un bando regionale già pubblicato per l’adeguamento sismico degli edifici sedi di municipi. Pensiamo quindi di aver già dato prova di sensibilità in tema di prevenzione sismica. Resta ora da avviare una campagna di informazione sulla quale potremo lavorare nei prossimi mesi.

10- Portiamo un po' di speranza ai lettori. E' evidente che la situazione della Valle è drammatica. Di servizi ce ne sono sempre meno (l'esempio lampante sono gli ospedali ed il tribunale) ed il lavoro è una chimera. Come si può uscire da questa palude? Dicci, secondo te, quali possono essere le idee, che se applicate, potranno assicurare un futuro a questo territorio.
Dare una ricetta per la rinascita della Valle Peligna non è semplice. Noi amministratori del territorio, chiamati da qualche tempo a decidere come investire i quasi 17 milioni dei fondi FAS,  stiamo puntando sul turismo come elemento di rilancio dell’economia della valle ma la salita è lunga e faticosa.

11- Da animale da piazza, ho una questione che mi tormenta. Vedo il centro, ma non solo, sempre più vuoto, con poche attività commerciali e sempre meno abitanti o frequentatori. L'amministrazione ha in mente qualche azione da intraprendere per arginare il fenomeno?
Mi poni una questione che abbiamo molto a cuore. Crediamo che la prima cosa da fare sia procedere ad una vera riqualificazione del centro, tuttavia sebbene impegnati dal primo giorno nella ricerca di fondi specifici non si sono mai verificate le condizioni per avere certezze in questo senso. Per il resto sin dal nostro insediamento del 2007 abbiamo puntato molto alla rivitalizzazione del centro con le manifestazioni estive che sostanzialmente hanno contribuito a restituire la piazza ai bambini, alle famiglie e a tutti coloro che hanno voluto frequentarla. C’è ancora molto da fare e lo sappiamo.

12- Le elezioni comunali a Sulmona sono alle porte. Che cosa ti auspichi?
Sulmona è una città della quale la Valle Peligna non può fare a meno, pertanto auspico una nuova amministrazione capace di mettersi a disposizione oltre che per la comunità sulmonese, anche per l’intero territorio esercitando il ruolo di guida a cui per troppo tempo, per diversi motivi, si è sottratta.

13- Prima di passare a chiederti qualche anteprima sul lavoro dell'amministrazione, conosciamo un po' l'uomo ed il politico che c'è dietro il Sindaco di Pratola; questo è infatti il nome che c'è sul tuo profilo Facebook, dove è come se avessi voluto sottolineare che la tua vita è l'impegno per Pratola, ti sei quasi spersonalizzato, oltre all'aver voluto estendere un servizio ai nuovi mezzi di comunicazione. E’ giusta l’interpretazione?
Su questa cosa di facebook credo che tu abbia centrato l’obbiettivo. E’ cosi. Ho deciso di dedicare, grazie alla fiducia che i cittadini mi hanno accordato, alcuni anni della mia vita alla mia comunità. Ho ritenuto utile affidarmi ad un mezzo di comunicazione diretto, veloce ed immediato per far conoscere il nostro lavoro e per recepire allo stesso modo le istanze, i suggerimenti e le critiche. Per quanto riguarda la mia famiglia, dico che provo ad evitare di portare dentro casa le mie preoccupazioni, ma non sempre mi riesce e in questi casi il confronto e lo stimolo non mancano mai. Una prospettiva diversa dalla propria è una ricchezza. Piuttosto visto il passare del tempo ormai nei dibattiti “interviene” anche mio figlio… e ti dico che certe volte è proprio dura.
14- Quali sono le linee guida ed i principi che hanno segnato la tua condotta negli anni?
Credo che il rispetto delle persone, la condivisione di ogni decisione con la squadra, alla quale va tutto il mio ringraziamento, la legalità, la trasparenza e l’amore per il mio territorio possano dare un’idea di come provo a lavorare tutti i giorni.

15- Da esponente del PD, cosa ti aspetti nel futuro del tuo partito? Cosa cambieresti e cosa salveresti per renderlo più forte?
Penso che la questione principale del pd di oggi sia la distanza abissale che c’è tra il partito a livello locale e quello ai livelli più alti. Nel nostro caso abbiamo dimostrato il coraggio di cambiare le cose: le nostre primarie del 2007, una lista completamente rinnovata, il lavoro fatto, il programma partecipato, il risultato delle ultime amministrative del 2012 con metà della lista ancora rinnovata e metà della giunta fatta da nuovi elementi… Penso al circolo e immagino un nuovo gruppo dirigente fatto da molti giovani che sta per insediarsi e al quale voglio esprimere già da ora tutta la mia fiducia. Poi vedo quello che vedono tutti ai livelli superiori e capisco i perché di certi risultati negativi. Per risponderti salverei l’esperienza pratolana e cambierei il modo distaccato dalla realtà e poco pragmatico di certi esponenti regionali e nazionali.

16- Per concludere prendi qualche impegno di fronte ai cittadini: anticipaci gli obiettivi più prossimi al raggiungimento, che sta perseguendo l'amministrazione in questo periodo?
Alcune delle cose che stiamo per concretizzare le ho già esposte prima… L’asilo nido, la nuova palazzina di via Marconi, la riqualificazione del cimitero, l’assegnazione delle aree dinanzi al casello autostradale e tante altri interventi che nel corso di quest’anno avvieremo. Per il futuro abbiamo ancora quattro anni di lavoro da fare e siamo sicuri che i cittadini potranno apprezzarne i frutti. 
  
Piergiuseppe Liberatore