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6 mag 2014

Naturalmente: gli asparagi selvatici

Ci immergeremo nella natura. Una natura fatta di erbe di cui poco si conosce, di quelle piante che chiunque può incontrare in campi, prati, boschi, sui cigli delle strade o sulle rive dei fiumi, in terreni aridi o rocciosi. Il verde che ci circonda è ricco di erbe spontanee che oggi spesso si ignorano, ma che con dei semplici accorgimenti possono tornare ad essere un elemento importante tanto per l’alimentazione quanto per la salute dell’uomo.

In questo numero vi parlerò della pianta più affermata del mese, l’asparago selvatico.
 
-        Nome scientifico: Asparagus acutifolius L.
-        Famiglia: Liliaceae.
-   Nomi volgari: Asparago selvatico, Asparago dei boschi, Sparasciu, Sparacu di truono, Sparacina.

Descrizione
Pianta perenne, ha rami rigidi aghiformi, pungenti. Bacca quasi nera a maturità con 1-3 semi. La parte commestibile è rappresentata dai turioni, cioè dai giovani fusti della pianta dal colore verde-violaceo che hanno sezione cilindrica terminante a punta. Hanno sapore amarognolo. Rizoma sotterraneo a radici carnose e ad alto tenore zuccherino. La raccolta degli asparagi avviene non appena i germogli spuntano dalla terra, da gennaio, nel momento in cui sono più teneri. Una volta ritardata la raccolta, questi perdono sapore e tenerezza. Gli asparagi appartengono alla stessa famiglia dell’aglio, con la differenza che i primi sono ricchi di clorofilla che dona loro il tipico colore verde e proprietà interessanti per il nostro organismo. Crescono prevalentemente nei pascoli incolti e nei boschi di quercia.

“IL TRIONFO DI BACCO”

Dimenticatevi Bacco, dio romano del vino e della vendemmia, dimenticatevi i baccanali e le statue con il capo cinto da fronzoli e rami di vite, perché oggi si parla si di Di Bacco, ma Liberato , giovane trentatreenne di Pratola Peligna, che con un cognome quasi onomatopeico in tasca e la voglia di cambiare vita, è diventato uno degli  imprenditori agricoli più giovani della Valle Peligna. Stanco della sedentarietà del lavoro in fabbrica, e con la passione di riscoprire una terra ricca di risorse ma poco sfruttata economicamente nella produzione di vino, nel settembre del 2007 decide di fare della sua passione il suo lavoro. 

30 mar 2014

Apicoltura Colle Salera


Situata a Pratola Peligna, questa attività è nata nel 1979 grazie alla curiosità di Walter Pace, titolare dell’azienda, che lo ha spinto da subito a frequentare corsi di formazione in Italia ed all’estero, a conseguire l’abilitazione di assaggiatore di miele, con relativa iscrizione all’albo Nazionale degli Assaggiatori e a formarsi inoltre, per l’allevamento di api regine. Fare apicoltura, spiega Walter, nasce da una passione per tutto ciò che avvicina l’uomo al mondo animale e vegetale. Affascinato dal fantastico universo delle api, dalla loro organizzazione perfetta di società, costruì la sua prima arnia nel 1979 con un solo obiettivo in testa: imparare tecniche e metodi per gestire le api. Nel 1983 partecipò al primo corso per assaggiatori di miele, settore nel quale poi si è abilitato. Diventare assaggiatore gli è stato di grande aiuto nel corso negli anni per riuscire a commercializzare il prodotto nel migliore dei modi. 

23 feb 2014

Parola al territorio

“Fare” per gli altri: Volontariato e Croce Rossa


La società odierna impone sempre più uno stile di vita dal ritmo sostenuto, dai minuti contati. E’ sempre più raro riuscire a ritagliare nella giornata del tempo da poter dedicare a se stessi e spesso quando si ha l’occasione, lo si spende nel modo “meno faticoso”  possibile, trascorrendo pomeriggi davanti ad un PC e sostituendo così il virtuale alle reali interazioni sociali.

Parola al territorio

IL PERSICANO, UN PICCOLO ANGOLO DI ASSOLUTO RELAX

Maurizio Spinetta è titolare dell’ormai conosciutissimo chiosco “ Il Persicano”.
La suggestiva location, situata in un angolo verde di Pratola Peligna, è caratteristica per lo stile che la rappresenta, quello Tirolese per cui l’uomo dedica la maggior parte del tempo e della sua passione.

22 gen 2014

Parola al territorio



OSTEOPATIA: LA SCELTA VINCENTE PER AFFERMARSI NEL MONDO DEL LAVORO

In un periodo dove non smettiamo di piangerci addosso per via della crisi che oramai è diventata compagna delle nostre vite, paradossalmente non riusciamo a debellarla ma anzi continuiamo a vivere e ad operare scelte che non fanno altro che alimentare questo fenomeno. Ad esempio assistiamo all’emigrazione forzata di studenti universitari che decidono di intraprendere carriere universitarie fuori regione in base all’assunto “qui non c’è nulla!”.  Sottovalutiamo in questo modo le eccellenze che in esso si nascondono,

23 dic 2013

Parola al territorio

Gelato artigianale, passione assoluta!
  
Marco Saccoccia, assieme alla sua famiglia, è titolare della storica gelateria Pratolana “ Gelati Stella”.




23 nov 2013

Parola al territorio

Novembre, tempo di raccolta!

Immagino vi starete chiedendo che tipo di raccolta si possa effettuare in questo mese ed io sarò lieta di illustrarvi una bellissima realtà. La mia curiosità questa volta farà tappa a Prezza, “città dell’olio”, nel Frantoio Della Valle.

22 set 2013

Parola al territorio

Artigiani pastai dal 1867… Pastificio Masciarelli

In questo numero abbiamo deciso di mostrarvi una realtà locale, una delle aziende artigane più antiche del territorio: Il pastificio Masciarelli.

12 ago 2013

Parola al territorio

Nicole Tuzii, talento Abruzzese in continua ascesa

Sono passati due anni da quando la sulmonese Nicole Tuzii ha reso orgogliosa la propria città partecipando al Talent di X-Factor, mostrando le proprie doti

23 giu 2013

Parola al territorio

“In difesa del tribunale”

Parle Serie, come sempre molto attento alle vicende locali, ha raccolto la testimonianza dell’Avv. Gabriele Tedeschi, presidente dell’ordine degli avvocati di Sulmona dal 1998 e, dal febbraio 2012, presidente del Cofa (Consiglio dell’Ordine Forense Abruzzese), in merito alla battaglia per evitare la chiusura del tribunale di Sulmona.

Da chi è stato deciso il taglio dei tribunali minori? E con quali finalità?

Il taglio è stato deciso dal governo Berlusconi e poi portato avanti dal governo Monti, allo scopo di ridurre i costi e aumentare l’efficienza della giustizia. I tribunali da sopprimere sono trentuno in tutta Italia, i cosiddetti “tribunali minori”. Quelli abruzzesi sono Sulmona, Vasto, Lanciano e Avezzano. Inoltre, recentemente, il Ministro Cancellieri ha detto che il governo andrà avanti nella soppressione.

Cosa ne pensate del taglio dei tribunali?

In realtà non c’è un risparmio dei costi ma un aggravio in termini economici; c’è un aggravio del costo sociale e non c’è neanche un aumento dell’efficienza perché il numero dei magistrati e dei dipendenti rimane uguale.

Qual è stata la vostra reazione?

Durante l’estate di due anni fa, appena si è iniziato a parlare di soppressione, abbiamo subito convocato una prima assemblea con i parlamentari, poi a dicembre c’è stata un’occupazione alla “rovescia” del tribunale, nel senso che facevamo udienze anche la sera, proprio per dare il senso dell’efficienza del tribunale. Infine varie manifestazioni alle quali abbiamo partecipato.

Siete stati appoggiati dalle istituzioni locali? E dai rappresentanti locali delle istituzioni nazionali?

Le istituzioni locali ci hanno appoggiato poco. Come ho sempre detto, a differenza di quello che è successo in altre realtà, dove i sindaci si sono fatti carico in prima persona di condurre questa battaglia, nel circondario del tribunale di Sulmona in molte occasioni abbiamo dovuto portare avanti questa battaglia da soli, nonostante avessimo richiesto l’aiuto delle istituzioni.

Lei, durante le ultime elezioni poliche, si è lamentato che nessun candidato ha dato voce alla vicenda del tribunale di Sulmona. Anche alle elezioni amministrative di Sulmona c’è stato un disinteresse verso questo problema?

Quello del tribunale era un tema completamente assente nella campagna elettorale delle elezioni politiche. A livello amministrativo abbiamo organizzato un incontro con i candidati sindaci di Sulmona per fare in modo che, quello del tribunale, fosse uno dei problemi al centro della campagna elettorale e devo dire che c’è stata un’attenzione  leggermente maggiore  rispetto alle politiche.

Secondo lei sarebbe meglio diminuire i tribunali o aumentare, con nuove assunzioni, il personale?

Per quanto riguarda il personale amministrativo non si hanno assunzioni da 15/20 anni, per cui i trasferimenti avvengono solo per mobilità; quindi, se non verranno destinate delle risorse alla giustizia è chiaro che il sistema non potrà funzionare. Inoltre, con l’accorpamento dei tribunali ci sarà una diminuzione del numero dei magistrati, causata dall’erronea convinzione che ne servano meno. Basti pensare che, ad oggi, il numero dei magistrati non è coperto interamente.

Che comporta la chiusura per il nostro territorio?

Comporta maggiori costi sociali per i cittadini e non per gli avvocati! Perché al tribunale ci si reca non solo per fare le cause ma per tante altre ragioni. E sarà un problema recarsi all’Aquila per ogni minima cosa, si pensi all’Alto Sangro che dista due ore dal nostro capoluogo.

I magistrati cosa pensano del taglio dei tribunali minori?

Questa è una riforma che vogliono i magistrati perché in un tribunale piccolo si lavora di più invece in un tribunale più grande , dietro il discorso delle specializzazioni, c’è in realtà la volontà di fare di meno. Inoltre in un tribunale più grande è più facile “nascondersi”. Ritornando alle specializzazioni, in Abruzzo c’è una legge che prevede le “tabelle infradistrettuali”, inerenti la volontà di far specializzare il giudice, il quale potrebbe fare all’Aquila, Sulmona e Avezzano  le cause del lavoro, del penale e del civile, però i nostri governanti non vogliono che si spostino i giudici ma vogliono che si spostino i cittadini, limitando l’accesso alla giustizia anche fisico. Purtroppo, in questo modo, tanti non vi ricorreranno più.

Una proposta alternativa per evitare la chiusura dei tribunali minori. A livello provinciale e regionale dove si potrebbe tagliare?

Non ci sono soldi da recuperare, perché la gestione del palazzo di giustizia costa 120.000 € l’anno, è una somma irrisoria e quando ci sarà il trasferimento all’Aquila, solo per le notifiche (stima fatta dagli ufficiali giudiziari) lo Stato spenderà 150.000 € in più, quindi non c’è un risparmio! Perché i magistrati e i dipendenti sono gli stessi e ci saranno solo degli aggravi.

Presidente qual' è la via per uscire da questa impasse?

Il problema è che la legge c’è quindi la nostra unica speranza è che la Corte Costituzionale dichiari l’illegittimità costituzionale della legge. La Consulta si pronuncerà sulla questione con l’udienza del 2 e del 3 Luglio. Inoltre, come coordinamento degli ordini forensi minori, a gennaio di quest’anno, abbiamo depositato in Senato una proposta di legge d’iniziativa popolare (con 65.000 firme) per la revisione della geografia giudiziaria, però nessuno l’ha presa in considerazione.


A cura di Marco Alberico

25 mag 2013

NEW!!! Parola al territorio

Patrizia Spose: 35 anni di attività e ancora qualcosa da raccontare


“Ho visto la moda nel settore sposa, la sua evoluzione e anche la sua grande trasformazione. Ho vestito le mamme, poi le figlie e ora mi capita anche le figlie delle figlie. Eh si, il tempo passa ma la passione cresce! Per ogni ragazza che si avvia al grande passo, posso solo ancora una volta sorridere felice e avere l'umiltà di poterla consigliare nella scelta di un abito che, molto probabilmente, resterà l'abito più importante scelto nell'intero corso della vita di una ragazza.

Una regola mi segue da sempre: l'abito giusto per la ragazza giusta! L'abito da sposa non è una questione di spesa ma una questione di gusto e proporzioni indovinate.

Ogni ragazza che inizia quest’avventura sogna un abito meraviglioso, quasi magico.
Io sogno per loro l'Abito perfetto!
Quell'abito che le valorizzi, che enfatizzi ogni caratteristica e nasconda ogni piccolo difetto. Quell'Abito che sia sentito come proprio, che faccia vivere la giornata a proprio agio e le renda in ogni istante emozionate nel guardarsi uniche e irripetibili come non mai.
Ogni volta per noi è una sfida, una rincorsa alla perfezione perché ogni singolo particolare non deve mai essere lasciato al caso e nostro intento è che ogni sposa sia distinta e caratterialmente rappresentata. Il nostro lavoro inizia dall'anima dell'abito, dalla sua struttura, dalle sue rifiniture che parlano molto più di ogni singolo accessorio per finire in un felice augurio e un forte abbraccio il giorno della consegna.

Lavoriamo dietro le quinte, assorbiamo lo stress delle ragazze, le coccoliamo e le rassicuriamo e ogni volta a nostro modo ci emozioniamo quando, il giorno del matrimonio, da lontano, ascoltiamo il rumore dei clacson che le accompagna fino all'altare. Non avrei potuto fare altro nella vita perché amo il mio lavoro e vesto con innumerevole soddisfazione la FELICITA'. Con affetto immenso, alle migliaia di ragazze che in questi 35 anni ho vestito e che ora sono donne, mamme e qualcuna anche nonna.”

Alessia Del Gizzi