UNA MOLE DI ETANOLO DI TROPPO
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23 nov 2013
Scienze
23 ott 2013
Scienze
LA MOLECOLA DELL’AMORE
L’amore confuso, passionale, fragile, grande, l’amore che non riesci a starne senza, quello a prima vista, quello che non ti fa chiudere occhio e quello che ti ruba tutto. Ma come nasce l’amore? L’origine di questo sentimento così voluto e temuto è la molecola dell’amore. La molecola dell’amore non è altro che la feniletilamina.12 ago 2013
Scienze
Perché il sangue è di colore rosso?
Il sangue è un tessuto connettivo allo stato liquido che fornisce le sostanze necessarie, come nutrienti ed ossigeno, alle cellule corporee e trasporta i prodotti catabolici lontano dalle stesse. Esso ha una viscosità circa 4 volte superiore a quello dell’acqua, una densità di 1,05 g/cm3, una temperatura di 38°C ed un pH di 7,40.22 mag 2013
Scienze
Quanta chimica in un cilindro!
La sigaretta è generalmente composta di foglie di tabacco essiccato e finemente tritato e di tabacco ricostituito, spesso mischiato con altri additivi, arrotolate o pressate in un cilindro di carta arrotolata. Uno dei lati della sigaretta viene acceso e brucia lentamente senza fiamma in modo da inalare il suo fumo dall’altro lato dove viene posto un filtro, che il fumatore porta alla bocca. Ma quello che si fuma non è solo tabacco perché ci sono varie sostanze che sono pericolose per la salute. Proviamo ad analizzarle:• Nicotina (la cui molecola è riportata in figura): principale componente attivo a livello neurologico. Quando viene aspirata, raggiunge in circa 10 secondi il cervello dove stimola la liberazione di dopamina e adrenalina che danno un effetto di lieve stimolazione ed euforia fisica e mentale. Ed è proprio questa specie di euforia che spinge il fumatore ad accendere sempre un’altra sigaretta in modo da mantenere costante il livello di nicotina nell’organismo. La nicotina, come l’alcol e le droghe, agisce sui circuiti nervosi che sovraintendono ai meccanismi della ricompensa e del piacere ed induce dipendenza.
• Monossido di carbonio (CO): è un gas asfissiante che deriva dalla combustione incompleta del tabacco. Quando viene aspirato il sangue è sempre meno ossigenato; ciò significa che i tessuti sono meno nutriti e provoca ingiallimento della pelle, indebolimento dei capelli, invecchiamento precoce e ridotto rendimento muscolare.
• Catrame: da un punto di vista chimico e fisico, esso è un sistema colloidale costituito da un’elevata quantità di sostanza organica (idrocarburi alifatici e policiclici aromatici) e da acqua (presente solo per il 5% circa).
• Composti organici volativi (detti anche VOC): tra di questi vi è il benzene. Non bisogna scherzare con il benzene perché un’inalazione di un tasso molto elevato può portare al decesso. Difatti un’esposizione da
• Particolato, aldeidi, acidi organici carbossilici, ammine, ammoniaca, etc.
Ora si sta diffondendo sempre più l’uso della sigaretta elettronica per sostituire la sigaretta tradizionale. Essa non è altro che uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di acqua, nicotina (in piccole quantità o anche assente) e vari aromi. Al momento non esistono grandi studi sulla tossicità o meno derivante dal suo uso. Comunque la sigaretta elettronica, che non si basa su fenomeni di combustione, non comporta l’inalazione di tutte quelle sostanze cancerogene generate dalla combustione del tabacco e della carta. Quindi io suggerirei, soprattutto a chi vuole smettere di fumare, di acquistare una sigaretta elettronica!
Leonardo Brandolini
23 apr 2013
Scienze
Voglia d’estate: la chimica nel gelato
Con l’arrivo della primavera si ha sempre voglia di fare una camminata con gli amici in Piazza, magari anche gustando un bel gelato. Ma avete mai pensato a come si fa un gelato? Di cosa è fatto? Quanta chimica e fisica c’è dietro la sua produzione?
Nella sua produzione non avvengono reazioni chimiche ma, comunque, la chimica svolge un ruolo fondamentale perché sono coinvolte le proprietà delle soluzioni. In fin dei conti, un gelato non è altro che un composto di acqua (proveniente dal latte e dalla panna), proteine e grassi del latte, ed alle volte anche di dolcificanti (sciroppo di mais o zucchero), aromi, emulsionanti e stabilizzanti. La sua consistenza è dovuta proprio ai grassi contenuti nel latte che, per legge, devono costituire tra il 6 ed il 12% del prodotto. Inoltre il gelato contiene anche una percentuale variabile tra il 20 ed il 50% di aria che viene incorporata nel prodotto durante il processo industriale di mescolamento, dando una certa cremosità finale. D’altra parte, il gusto del gelato è dovuto in particolare alla sua composizione. Vediamo cosa avviene a livello microscopico durante la produzione. La materia grassa del latte è strutturata in globuli, sulla cui superficie sono presenti delle proteine che li mantengono in soluzione. Durante i processi di mantecazione, nel gelato si formano numerose bollicine di aria che si distribuiscono in un reticolo di globuli di grasso e acqua liquida. Successivamente, grazie agli emulsionanti, i globuli vengono destabilizzati per disporsi in strutture più ampie simili a grappoli di uva. Una volta che il miscuglio è divenuto cremoso e soffice, inizia il processo di congelamento: la “soluzione gelato” ovviamente non può congelare a 0°C perché c’è solo una percentuale di acqua variabile tra il 55 e il 64 % (proprietà colligativa). Mano mano che l’acqua congela, la concentrazione della soluzione aumenta, facendo abbassare ulteriormente il punto di congelamento fino alla temperatura di -16°C (tipica temperatura di conservazione del gelato). A tale temperatura solo il 72% dell’acqua si è trasformata in ghiaccio (se i cristalli sono minuscoli il gelato verrà ancora più liscio): ciò rende il gelato abbastanza soffice da essere mangiato con un cucchiaino!
Nella sua produzione non avvengono reazioni chimiche ma, comunque, la chimica svolge un ruolo fondamentale perché sono coinvolte le proprietà delle soluzioni. In fin dei conti, un gelato non è altro che un composto di acqua (proveniente dal latte e dalla panna), proteine e grassi del latte, ed alle volte anche di dolcificanti (sciroppo di mais o zucchero), aromi, emulsionanti e stabilizzanti. La sua consistenza è dovuta proprio ai grassi contenuti nel latte che, per legge, devono costituire tra il 6 ed il 12% del prodotto. Inoltre il gelato contiene anche una percentuale variabile tra il 20 ed il 50% di aria che viene incorporata nel prodotto durante il processo industriale di mescolamento, dando una certa cremosità finale. D’altra parte, il gusto del gelato è dovuto in particolare alla sua composizione. Vediamo cosa avviene a livello microscopico durante la produzione. La materia grassa del latte è strutturata in globuli, sulla cui superficie sono presenti delle proteine che li mantengono in soluzione. Durante i processi di mantecazione, nel gelato si formano numerose bollicine di aria che si distribuiscono in un reticolo di globuli di grasso e acqua liquida. Successivamente, grazie agli emulsionanti, i globuli vengono destabilizzati per disporsi in strutture più ampie simili a grappoli di uva. Una volta che il miscuglio è divenuto cremoso e soffice, inizia il processo di congelamento: la “soluzione gelato” ovviamente non può congelare a 0°C perché c’è solo una percentuale di acqua variabile tra il 55 e il 64 % (proprietà colligativa). Mano mano che l’acqua congela, la concentrazione della soluzione aumenta, facendo abbassare ulteriormente il punto di congelamento fino alla temperatura di -16°C (tipica temperatura di conservazione del gelato). A tale temperatura solo il 72% dell’acqua si è trasformata in ghiaccio (se i cristalli sono minuscoli il gelato verrà ancora più liscio): ciò rende il gelato abbastanza soffice da essere mangiato con un cucchiaino!
Leonardo Brandolini
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