A
prenderla male crea prurito e bruciore, ma se ben trattata, può rivelarsi un
ottimo toccasana e un saporito primo piatto.
Il
naso si storce non appena la si sente nominare poiché, sicuramente, a ciascuno
di noi non ha lasciato dei bellissimi ricordi, eppure questa rustica piantina è
una delle più efficaci ed utilizzate sia a scopi alimentari, sia a scopi
curativi. La fitta peluria urticante che la ricopre difende le sue numerose
doti benefiche, alle quali si aggiunge una sorprendente bontà nel piatto.
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Nome scientifico: Urtica dioica
Il nome stesso della pianta, sta ad indicare
il rischio che si corre, quando ci si avvicina troppo a qualunque parte di essa,
anche solo ad un contatto superficiale. Non tutti però sanno che esistono
numerose specie di questa pianta, diffusa ovunque, fino a circa 2500 metri
d’altitudine, e soprattutto in terreni ricchi di sostanza organica, in quanto è
“ghiotta” di azoto. L’urtica dioica e
urtica urens sono le più importanti,
molto apprezzate ed utilizzate entrambe per le loro proprietà dovute ad
un’incredibile ricchezza di sostanze : vitamina C, clorofilla, sali minerali,
carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino. Potremmo
considerare questa pianta, una piccola farmacia vegetale, con doti emostatiche,
antireumatiche, cicatrizzanti, vasocostrittrici e antiflogistiche.