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6 lug 2014

Il lato buono dell’ortica

A prenderla male crea prurito e bruciore, ma se ben trattata, può rivelarsi un ottimo toccasana e un saporito primo piatto.
 Il naso si storce non appena la si sente nominare poiché, sicuramente, a ciascuno di noi non ha lasciato dei bellissimi ricordi, eppure questa rustica piantina è una delle più efficaci ed utilizzate sia a scopi alimentari, sia a scopi curativi. La fitta peluria urticante che la ricopre difende le sue numerose doti benefiche, alle quali si aggiunge una sorprendente bontà nel piatto.  

-        Nome scientifico: Urtica dioica   
                                                                                                              
 Il nome stesso della pianta, sta ad indicare il rischio che si corre, quando ci si avvicina troppo a qualunque parte di essa, anche solo ad un contatto superficiale. Non tutti però sanno che esistono numerose specie di questa pianta, diffusa ovunque, fino a circa 2500 metri d’altitudine, e soprattutto in terreni ricchi di sostanza organica, in quanto è “ghiotta” di azoto. L’urtica dioica e urtica urens sono le più importanti, molto apprezzate ed utilizzate entrambe per le loro proprietà dovute ad un’incredibile ricchezza di sostanze : vitamina C, clorofilla, sali minerali, carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino. Potremmo considerare questa pianta, una piccola farmacia vegetale, con doti emostatiche, antireumatiche, cicatrizzanti, vasocostrittrici e antiflogistiche.